Don't Touch, le motivazioni della Cassazione per l'assoluzione di Ninnolino e la condanna di altri tre

La Corte ha respinto il ricorso della Procura Generale sull'ex poliziotto e quello degli altri imputati

L'avvocato Silvio Siciliano con Carlo Ninnolino

Con le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione depositate nei giorni scorsi si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria di quattro delle persone coinvolte nell’inchiesta Don’t Touch che avevano scelto il rito abbreviato.

Il pronunciamento riguarda infatti il poliziotto Carlo Ninnolino, Antonio Giovannelli, Antonio Neroni e Francesco Falco. Per quanto riguarda Ninnolino, condannato in primo grado a tre anni e mezzo e poi assolto in Appello, la Corte ha respinto il ricorso del Procuratore Generale confermando quest’ultimo verdetto non essendoci elementi a dimostrazione che abbia rivelato particolari sulle indagini in corso ad alcuni degli indagati così come aveva invece prospettato l’accusa. Secondo i giudici “alla luce della disamina delle intercettate conversazioni, concludeva, nonostante la ritenuta esistenza di una sistematica fuga di notizie relativa alle indagini in corso, per la mancanza di prova circa la riconducibilità di tali rivelazioni all’imputato”. “Siamo arrivati alla fine di un lungo percorso” – commenta il poliziotto che è stato assistito dall’avvocato Silvia Siciliano - sono davvero soddisfatto perché è stato fugato ogni possibile dubbio sulla mia assoluta estraneità ai fatti, sono le sentenze a parlare”.

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Per quanto riguarda gli altri tre imputati la Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali di Antonio Giovannelli, condannato a 5 anni e 3 mesi, di Antonio Neroni, condannato a 3 anni e 4 mesi e di Francesco Falco, condannato a 2 anni e 2 mesi.

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