Corruzione in carcere, il detenuto parla dell'ispettore: "Quando vuole mangiare fallo mangiare subito"

L'intercettazione di una conversazione tra Massimiliano Del Vecchio e il fratello. Il riferimento è ai soldi da dare all'ispettore Zinni in cambio di tutti i favori richiesti

"Quando vuole mangiare fallo mangiare subito", raccomanda il detenuto Massimiliano Del Vecchio, rinchiuso nel carcere di via Aspromonte, parlando con il fratello e raccomandando di foraggiare il dipendente pubblico Franco Zinni, ispettore superiore della polizia penitenziaria. Il riferimento è al denaro chiesto da quest'ultimo in cambio di favori, una somma concordata in 1.400 euro (di cui erano stati consegnati solo 1.000) che doveva servire al dipendente per organizzare una festa in famiglia.

L'arrivo dei borsoni in carcere e i messaggi con il cellulare dell'ispettore

L'indagine "Astice" dei carabinieri e della polizia penitenziaria, sfociata poi nei 34 arresti di lunedì scorso, "documenta con intercettazioni e immagini molto esplicite l'introduzione nella casa circondariale di Latina di ogni genere di oggetto diretto ai detenuti in violazione di ogni regola di controllo". "L'introduzione - spiega il giudice Giuseppe Cario nell'ordinanza di custodia cautelare - è la contropartita del mercimonio posto in essere dal pubblico ufficiale". L'ispettore Zinni si adopera in carcere per Massimiliano Del Vecchio, condannato nell'operazione San Magno, per Gennaro Amato, arrestato nel 2018 per estorsioni ai danni di commercianti di Cisterna, e per i due fratelli Travali. 

Le telecamere di sorveglianza documentano come Zinni, "in modo anche abbastanza disinvolto e ben filmato", riceva dall'esterno del carcere due borse dal fratello di Massimiliano Del Vecchio da consegnare al detenuto. Poi si programma l'arrivo di un altro borsone pieno di sigarette, con la raccomandazione di usare tutte le cautele del caso per eludere i controlli del "tedesco", cioè del comandante della polizia penitenziaria Pierluigi Rizzo che vigilava e che svolgeva il proprio lavoro onestamente. A Del Vecchio l'ispettore Zinni prestava anche il proprio cellulare consentendogli di portare fuori e di ricevere messaggi.

Le comunicazioni tra Gennaro Amato e Antonio Di Noia

Compaiono poi nell'ordinanza Gennaro Amato e Antonio Di Noia, il primo entrato nel carcere di Latina il 18 gennaio 2018 con la richiesta di essere collocato in cella vicino ad un altro indagato della stessa inchiesta per estorsione. Anche in questo caso l'ispettore Zinni ottiene la promessa da parte del nuovo detenuto di reperire la somma di 2mila euro ("Ce la facciamo entro lunedì?", chiede cercando di accelerare i tempi) e colloca Amato nella sezione a regime aperto lasciandogli così la possibilità di incontrare il suo complice. Le indagini e le attività di osservazione documentano inoltre incontri e passaggi di messaggi e biglietti tra Zinni e Di Noia per conto di Amato e, ancora, le conversazioni telefoniche tra i due con il cellulare dello stesso poliziotto.

Il trasferimento dei Travali in un carcere gradito

Franco Zinni, come risulta dall'inchiesta "Astice" si era anche attivato per il trasferimento richiesto dai detenuti Angelo e Salvatore Travali verso istituti penitenziari di loro gradimento, in particolare verso Campobasso, trasferimento sollecitato chiamando il Dap, in cambio del quale era stata consegnata al poliziotto una certa somma da parte della compagna di Salvatore.

La fuga di notizie sull'indagine

La notizia dell'indagine in corso comincia però inspiegabilmente a circolare tra le mure della casa circondariale. E' lo stesso Gennaro Amato ad avvertire Zinni, informandolo addirittura delle intercettazioni e dell'attività investigativa portata avanti dai carabinieri. 

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