Dopo l’emergenza l’autonomia, il progetto antiviolenza del Comune

Iniziative dell'amministrazione in tutela delle donne che hanno subito maltrattamenti e abusi. Patrizia Fanti: "Forniremo loro il sostegno necessario per renderle autonome e sicure di se"

“Dopo l’emergenza l’autonomia”. È l’ultimo progetto proposto dal Comune di Latina a tutela delle donne che hanno subito delle violenze, presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità per la richiesta di finanziamento.

Si tratta di un iniziativa volta a garantire alla donne una protezione a 360 gradi e un aiuto nel cammino di ripresa e ricrescita dopo una violenza subita. Il progetto presentato dal Comune di Latina è finalizzato a dotare il territorio distrettuale di una “struttura-cerniera” che permetta alle ospiti della Casa Rifugio «Emily», una volta superata l’emergenza e terminato il periodo di necessaria protezione e tutela, di sperimentare – in un regime di semiautonomia – attraverso la gestione della vita quotidiana, le proprie capacità.

Il Dea si inserisce perfettamente nelle iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale per il sostegno ai centri antiviolenza e alle strutture pubbliche e private, finalizzate ad ampliare il numero dei servizi offerti alle vittime la cui incolumità sia particolarmente a rischio e per l’apertura di centri antiviolenza a carattere residenziale nelle aree dove è maggiore il gap tra la domanda e l’offerta.

I due alloggi, già messi a disposizione dall’amministrazione comunale al Centro Antiviolenza, richiedono interventi di adeguamento funzionale per renderli fruibili per le attività previste dal progetto.

Portavoce del Comune nell’illustrate il progetto, come sempre in prima linea nella lotta alla violenza sulle donne, l’assessore ai Servizi Sociali Patrizia Fanti.

“Forniremo loro il sostegno necessario per renderle autonome e sicure di sé, in grado di affrontare le difficoltà di inserimento socio-affettivo e favorendone la piena inclusione sociale. Il tutto, garantendo la loro sicurezza attraverso la Rete territoriale e la costante presenza diurna al loro fianco. L’incremento delle tipologie dei servizi nelle case di proseguimento verrà garantito attraverso il soddisfacimento dei bisogni primari assistenziali e di inclusione sociale delle ospiti tramite un alloggio idoneo, supporto psicologico, gruppi di auto-aiuto, valorizzazione e sviluppo delle abilità personali con l’avvio di laboratori specifici in collaborazione con associazioni di categoria del territorio, consulenza giuridica e sostegno nelle azioni legali, mediazione culturale e progetti educativi individualizzati. Un vero e proprio “accompagnamento” di queste donne verso una nuova vita e una rinascita personale”.

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