Operazione “Equilibri”, smantellato il clan Fragalà: un pontino tra i 31 arrestati

Il gruppo attivo sul litorale romano, fra Pomezia, Torvaianica Ardea. L’operazione dei carabinieri del Ros tocca anche la provincia di Latina

Operazione Equilibri. 31 gli arresti eseguiti dai carabinieri

Coinvolge anche la provincia pontina la brillante operazione denominata “Equilibri” dei carabinieri del Ros, coordinati dalla Dda di Roma, che ieri, 4 giugno, ha disarticolato un clan mafioso radicato sui territori di Pomezia, Torvaianica ed Ardea.

Attentati dinamitardi e minacce, ma anche sequestri di persona e pesanti intimidazioni, oltre che estorsioni e traffico di sostanze stupefacante: questo quanto scoperto dai militari nel corso di un’articolata indagine che ha compreso il periodo tra il 2014 e il 2017 e che ha disvelato, riporta RomaToday, l’esistenza di un sodalizio mafioso, cosiddetto “clan Fragalà”, composto prevalentemente da membri dell’omonimo nucleo familiare, di origini catanesi ma da anni trapiantato in provincia di Roma, la cui operatività criminale era estesa al quadrante sud dell’area metropolitana della Capitale.

I carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei cofnronti di 31 persone (28 in carcere e 3 ai domiciliari); vengono contestati loro, a vario titolo, l’associazione di tipo mafioso, nonché i reati di estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di armi, traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale. Tra gli arrestati nell’ambito della maxi operazione risulta anche un uomo originario di Sezze, mentre alcuni episodi estorsivi si sono verificati anche nel territorio di Cisterna. 

Operazione “Equilibri” i 31 arrestati

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il clan aveva determinato un pesante clima di intimidazione ai danni di commercianti e imprenditori locali, costretti a subire estorsioni attraverso attentanti dinamitardi e minacce. Uno di questi episodi ha interessato anche un imprenditore di Cisterna costretto a fare dei lavori per i Fragalà, mai pagati. 

Le lunghe e articolate indagini poi hanno messo in luce anche un consistente traffico di cocaina, marijuana e hashish, importate dalla Colombia e dalla Spagna grazie ad alleanze con gruppi criminali camorristici e siciliani.

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