Operazione Aleppo, gli arresti salgono a sette. Il comandante: "Un tassello di una trama più ampia"

I risvolti dell'operazione coordinata dalla Dda di Roma che ha portato a scoprire le infiltrazioni criminali nell'indotto del Mof. Ancora da quantificare il giro d'affari

Salgono a sette gli arresti eseguiti ieri nell'ambito dell'operazione Aleppo, che ha portato a ricostruire un meccanismo criminale che ha infiltrato il sistema economico legato all'indotto dei trasporti del Mercato Ortofrutticolo di Fondi. Ai domiciliari c'è anche Giuseppe Salemme, 31 anni, rintracciato nella giornata di ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale. Ai domiciliari sono finiti anche Melissa D'Alterio, 36 anni; Anna D'Avia, 46 anni; Matteo Simoneschi, 31enne. In carcere invece Giuseppe D'Alterio, 62 anni, conosciuto da tutti come Peppe o' Marocchino; Luigi D'Alterio, 38enne, e Armando D'Alterio, 35. Ancora irreperibile un imprenditore di Mondragone, destinatario di una misura cautelare, considerato dagli investigatori la sponda dei D'Alterio nel territorio di Caserta. Gli indagati sono a vario titolo accusati di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Tutti reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso.

Operazione Aleppo, il blitz dei carabinieri all'alba - il video

L'operazione è scattata ieri dopo un'inchiesta complessa coordinata dalla Dda di Roma che ha svelato come la famiglia D'Alterio contrallasse i trasporti da e per il Mof attraverso la società Suprema srl, che nel tempo avevano svuotato di qualsiasi riferimento alla famiglia intestandola a prestanome per eludere le misure partimoniali. A gestire la società erano però proprio i figli di Giuseppe D'Alterio. Negli anni il gruppo è riuscito a consolidare la sua forza e il suo impero azzerando ogni possibile concorrenza. Alle ditte concorrenti che volevano lavorare veniva infatti imposta una tassa, da 100 a 500 euro a seconda del valore della commessa. Ma gli imprenditori dovevano in ogni caso chiedere l'autorizzazione ai D'Alterio. Un giro d'affari enome, se si considera che solo la Suprema effettuava in media dieci viaggi al giorno, per mille euro ognuno. 

"Bastava pronunciare il nome - ha spiegato ieri colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri di Latina - per modificare l'atteggiamento di ogni interlocutore". "Aleppo" rappresenta comunque il "tassello di una trama più ampia che stiamo componendo" ha precisato ancora il comandante. Nell'ambito della stessa operazione sono scattati sequestri di quote e patrimonio della Suprema srl. Un patrimonio che gli investigatori devono ancora quantificare con esattezza. Al momento 30 camion della società dei D'Alterio sono finiti sotto sequestro.

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