Ventotene, grida Legambiente: "No al bando per il maxi tunnel"

Goletta Verde arriva sull'isola pontina e il presidente dell'associazione Parlati chiede al sindaco Assenso di aprire un tavolo sull'area marina protetta per lo sviluppo sostenibile

Un momento dell'incontro fra Legambiente e Assenso

È sempre più tunnel della discordia, quello che il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso vorrebbe far costruire sull'isola pontina. Infatti in occasione dell'ultima tappa di “Goletta Verde nel Lazio”, la campagna di informazione e analisi sul territorio del mare, Legambiente ha rivolto due richieste dirette e ben precise al primo cittadino ventotenese: il ritiro del bando per il maxi tunnel di quasi trecento metri e l'apertura di un tavolo sull'area marina protetta per lo sviluppo sostenibile.

Una richiesta ragionevole per il presidente di Legambinte, soprattutto alla luce dei recenti crolli che hanno colpito Ventotene, non ultimo quello di due giorni fa nella zona di Cala Rossano, non poco distante dal punto in cui persero la vita lo scorso anno le due studentesse romane in gita scolastica, colpite improvvisamente da una frana di tufo. E così dopo la Bandiera Nera assegnata dagli ambientalisti all'isola pontina, che tanto scalpore ha generato la scorsa estate, si è svolto questa mattina a bordo del veliero "Catholica" l'incontro tra il sindaco Assenso e il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati.

Secondo il bando, infatti, il maxi tunnel dovrebbe essere lungo circa trecento metri, attraversare il tufo, aggirare il porto romano e le stradine del centro, facilitando in questo modo il traffico delle auto nella porzione dell'isola che si estende per solo un chilometro quadrato e mezzo. Secondo Assenso, l'opera sarebbe indispensabile per Ventotene nella prospettiva di rendere pedonale la banchina e il centro storico.

Spiegazioni queste che non soddisfano Legambiente Lazio, dai cui vertici fanno sapere che l'intenzione è quella di “dialogare con l'amministrazione e le forze innovatrici, lontano dai riflettori estivi, per rilanciare un'idea di sostenibilità per l'isola, in particolare sull'area marina protetta, sul dissesto idrogeologico, sui rifiuti, sulla depurazione, sulle produzioni agricole locali e su Santo Stefano – ha affermato il presidente Lorenzo parlati - .Dopo gli ultimi crolli chiediamo all'Amministrazione di ritirare il bando per il tunnel, l'ecosistema è troppo delicato e l'idea va nella direzione sbagliata, lavoreremo per uno studio per una mobilità diversa."

 

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