Scandalo mazzette in tribunale, gli altri interrogatori. Gatto si difende, ascoltate anche le donne

Il commercialista sentito per l'ordinanza del gip di Latina che gli contesta la rivelazione di segreti d'ufficio e un falso. La difesa ricorrerà al Riesame per l'ordinanza di Perugia

Sono proseguiti oggi gli interrogatori delle persone arrestate per lo scandalo delle mazzette nella sezione fallimentare del tribunale di Latina.

Questa mattina il giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli ha ascoltato il commercialista Massimo Gatto in relazione all’ordinanza che gli contesta la rivelazione del segreto d’ufficio e un falso materiale in atto pubblico.

Gatto, assistito dagli avvocati Luca Giudetti e Andrea Sabatini, si è difeso negando tutte le accuse, spiegando di non aver mai ricevuto un documento e inviato una falsa dichiarazione, come gli contesta l’accusa. 

Oltre alla revoca della misura verrà fatto ricorso al Riesame per l'ordinanza di Perugia in cui sono inserite le accuse più gravi, un ruolo operativo, a stretto contatto con il giudice Lollo per gli incarichi. 

Nel pomeriggio sono state ascoltate anche Antonia Lusena, moglie del giudice Antonio Lollo e la cancelliera Rita Sacchetti.

La cancelliera Sacchetti ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli, in particolare sull’accusa di aver sottratto le chiavi e aperto una cassaforte da cui avrebbe fatto copia di un provvedimento relativo al fallimento di una società per poi passare informazioni a Gatto. La donna ha detto al giudice di non aver mai copiato quel fascicolo ma di esserne stata a conoscenza per via di procedure interne all’ufficio.

Secondo l'accusa, Antonia Lusena avrebbe invece avuto un ruolo attivo negli affari del marito, "pienamente consapevole delle sue condotte, approvandole e rafforzando il proposito criminoso".

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