Metro leggera, i costi alla Regione: sbloccato il progetto che divide

Commenti alla delibera della Regione che sblocca l'opera che ha sempre creato spaccature. Soddisfatta la maggioranza, Pd: "Si trasformerà nelle Terme di Fogliano del XIX secolo"

A 24 ore dalla delibera della Regione Lazio che di fatto sblocca una delle infrastrutture più discusse e più criticate dell’attualità del capoluogo, si moltiplicano gli interventi di chi si dice soddisfatto per la sua futura realizzazione – dopo aver vissuto per anni in bilico - e chi, come il Pd, non comprende le posizioni della Regione e considera la metro leggera destinata a diventare “le terme di Fogliano del XIX secolo”, vale a dire un’opera a rimanere incompiuta.

GIANNI CHIARATO, CAPOGRUPPO CITTÀ NUOVE – “Devo ringraziare a nome del gruppo Città Nuove la presidente Renata Polverini che sta dimostrando un’attenzione alle problematiche della nostra città come mai nessuno in precedenza. Dopo i 14 milioni per la riqualificazione della Marina, 10 per la Mare Monti, 3,7 progetto Porta Nord,7 Porto Canale di Rio Martino, impegno finalmente per l’autostrada Roma-Latina, con la delibera di giunta regionale approvata ieri si sblocca definitivamente il nodo della sostenibilità economica per la realizzazione della metropolitana leggera”.

“Io ho sempre creduto in questo progetto sia nell’amministrazione precedente che da presidente della Commissione Lavori Pubblici ho approvato, che in quella attuale(forse l’unico insieme a Bruni) attraverso dichiarazioni pubbliche ribadendo l’utilità per la mobilità cittadina di tale opera e l’impatto occupazionale che ne deriva”.

SINDACO GIOVANNI DI GIORGI - “Come avevamo fissato nel nostro programma per la città, il tema della metropolitana leggera deve essere affrontato e vagliato in tutti i suoi aspetti. Una delle criticità maggiori, come noto, era la sostenibilità finanziarie e per questo abbiamo esposto alla Regione la problematica chiedendo la eventuale disponibilità a sostenere quei costi di gestione che il Comune non avrebbe potuto sostenere. Ora, dopo vari incontri e approfondimenti, è arrivata la disponibilità della Regione nel sostenere quei costi. Si tratta di un altro segnale importante del rapporto di collaborazione tra Comune di Latina e Regione in un’ottica di sviluppo della nostra città. Per questo rinnovo i ringraziamenti alla Presidente Polverini, all’assessore Lollobrigida e all’intera Giunta”.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE NICOLA CALANDIRNI - “Accogliamo con soddisfazione l’iniziativa della Regione sotto il profilo del sostegno finanziario al progetto. Come noto, questo progetto però presenta anche altre criticità che vanno affrontate e approfondite anche con i cittadini e le varie categorie per arrivare ad una reale condivisione che porti vantaggi e sviluppo per la città. E’ un percorso che compiremo nei prossimi mesi”.

ALESSANDRO CALVI, CAPOGRUPPO DEL PDL IN CONSIGLIO COMUNALE - “Nostro compito e dovere è approfondire ogni aspetto del progetto per capire se realmente ci sono le condizioni per andare avanti. E’ importante che la Regione abbia valutato, su nostra richiesta, gli aspetti finanziari relativi alla gestione dell’opera fornendo il sostegno inquadrando l’opera in un contesto di mobilità regionale. Ora ci attendono altri passaggio tecnici di questo percorso”.

MAURO ANZALONE, CAPOGRUPPO DELL’UDC IN CONSIGLIO COMUNALE - “Si tratta di un altro importante esempio di come l’amministrazione Di Giorgi si stia muovendo bene e con i dovuti passi nell’interesse della città. Condivido pienamente la posizione espresso sul tema dall’assessore regionale Aldo Forte, apprezzando il lavoro e la vicinanza della Regione. Da qui si riparte per valutare gli altri aspetti del progetto metropolitana”.

PD – “Abbiamo provato a interpretare politicamente la criptica nota diramata dal presidente Polverini e oggettivamente risulta difficile capirne il senso, la portata e soprattutto gli obiettivi” commenta il capogruppo del partito in consiglio comunale Giorgio De Marchis. “Non è chiaro se la Regione intenda partecipare alla realizzazione dell’opera e soprattutto non è chiaro il ruolo di Cotral affidato dalla Regione, per quanto concerne la gestione. Questa, infatti, è già stata affidata con la convenzione sottoscritta dal Comune di Latina”.

“Quella della Regione – prosegue De Marchis - sembra più che altro una mera dichiarazione di intenti, come tante sono state fatte in questi anni. Una dichiarazione che ha l’unico obiettivo di rilanciare l’appannata immagine della giunta Polverini e della giunta Di Giorgi”.

“Non possiamo non segnalare tuttavia – aggiunga il consigliere comunale del Pd Fabrizio Porcari - che in questa circostanza anche la dichiarazione di intenti della Regione rischia di provocare enormi danni alla comunità latinense. Da più parti e da tempo gran parte delle forze politiche locali avevano capito che il progetto della metro era avviato su un binario morto tanto che il Comune era arrivato a costituire una commissione di esperti che doveva studiare il percorso di uscita dal progetto. Ora la decisione della Regione, peraltro non richiesta né sollecitata dai cittadini di Latina, rischia di rilanciare un progetto fallimentare spianando la strada all’apertura di qualche cantiere al quale non seguirà la realizzazione definitiva dell’opera”.

“Restiamo convinti, come abbiamo sostenuto in questi anni, che l’opera non serva alla città. Anzi sia dannosa sia per l’impatto territoriale sia per le conseguenze economiche determinate dalla gestione”. “Ancora oggi non è chiaro chi sosterrà i costi della gestione – aggiungono i due consiglieri - e in questa prospettiva la dichiarazione della Regione non fa che aumentare la confusione. È chiaro invece che tra errori e progettisti è costata oltre due milioni e mezzo di euro. Il gruppo consiliare del Pd – concludono - chiederà una verifica immediata in consiglio comunale e a questo punto, non accettando più l’ambiguità della maggioranza, porterà avanti in tutte le sedi istituzionali una posizione per determinare la risoluzione contrattuale per liberare finalmente Latina dal cappio della metro che rischia di trasformarsi nelle terme di Fogliano del ventunesimo secolo”.

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