Migranti dal Mali in arrivo a Sermoneta? Comune scrive alla Prefettura

Il sindaco Damiano chiede lumi sul progetto che prevedebbe l’arrivo di alcuni profughi presso l'Istituto Antonio Rosa di via Monticchio: “Impensabile il non coinvolgimento del Comune e della popolazione”

Impensabile il non coinvolgimento del Comune e della popolazione”: questo il commento del sindaco di Sermoneta Claudio Damiano nei confronti del progetto che prevederebbe l’arrivo nel piccolo comune lepino di alcuni migranti provenienti dal Mali.

Da qui la decisione di scrivere una lettera al Prefetto. “Da notizie ormai certe sappiamo che Sermoneta è stata individuata dal Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) del Ministero dell'Interno come luogo di accoglienza di alcuni profughi provenienti dal Mali presso l'Istituto Antonio Rosa di via Monticchio, attraverso la cooperativa Astrolabio, titolare di questo progetto, la quale ha preso direttamente contatti con la Congregazione delle Suore Calasanziane. Queste notizie si stanno diffondendo creando allarme tra la popolazione, con manifestazioni di preoccupazione e malumori sociali” scrive Damiano che lamenta il mancato coinvolgimento dell'amministrazione “che deve dare risposte alla collettività” e chiede un incontro per conoscere i dettagli del progetto.

“Il Comune di Sermoneta non è stato infatti informato di questi arrivi. Né tantomeno è a conoscenza se esista un progetto di azioni ed attività che dovrebbero far parte di un programma di accoglienza. Tanto più che formalmente questo era stato richiesto alla coop. Astrolabio dai nostri Servizi Sociali senza tuttavia ricevere risposta. Nel progetto, oltre che essere contenute le attività specifiche relative all'alloggiamento dei migranti, deve essere contenuto un programma di sinergie con le associazioni locali. Ospitare migranti deve essere inteso anche come forme di interscambio culturale che possano far crescere la cultura e la sensibilità del territorio. È necessario che sia prevista una forma di controllo e di monitoraggio da parte dei Servizi Sociali del Comune di Sermoneta, al fine di verificare la buona gestione, il rispetto del programma stesso, l'utilizzo accurato delle risorse economiche statali e di ogni altra specifica attività”.

Non è pensabile ipotizzare condizioni nelle quali gli immigranti vengano sostanzialmente ed esclusivamente assistiti, senza prevedere specifici interventi che facilitino le proprie autonomie come nell'autogestione dei locali a loro disposizione e quindi autosufficienza nelle pulizie e nella preparazione dei pasti. Siamo convinti che vadano predisposte delle attività socialmente utili e di integrazione per questi migranti, anche nel rispetto del sistema di gestione dei servizi sociali di Sermoneta, che prevede erogazioni di contributi in cambio di sussidiarietà sociale. Così come è impensabile una gestione dell'accoglienza da parte di organismi del terzo settore estranei al territorio senza alcun coinvolgimento delle realtà locali: la collettività rischia di sentirsi estraniata mentre, a nostro avviso, chi gestisce l'accoglienza dovrà avvalersi di professionalità locali”, si legge ancora nella nota.

“Se ciò non avviene, questo metterebbe in crisi i principi dell'intero sistema di gestione dei servizi sociali di Sermoneta, perché risulterebbe contraddittorio, per esempio, che per erogare un contributo economico in buoni pasto agli anziani, a questi venga richiesta una prestazione di presa in carico di anziani non autosufficienti”.

“Magari queste nostre preoccupazioni sono già inserite nel progetto di ospitalità della cooperativa Astrolabio - aggiunge il delegato ai Servizi Sociali Mauro Battisti -. Il Comune di Sermoneta, tuttavia, non è a conoscenza di nulla. Quali finalità ha il progetto di ospitalità? Quali sono i termini? La modalità organizzativa? Il modello di integrazione col territorio? La popolazione non può non essere messa a conoscenza”.

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