“La città condivisa”: 10 migranti a lavoro (volontario) per la pulizia di strade e città

Il progetto a Latina, nell’ambito dell’intesa con la Prefettura per l’integrazione, proposto dal Comune e realizzato in collaborazione con la cooperativa sociale Astrolabio. Corso della Repubblica, Palazzo M, piazza del Popolo le aree interessate

Si chiama “La città condivisa” il progetto formativo proposto dal Comune di Latina nell’ambito del protocollo d’intesa siglato con la Prefettura per l’integrazione dei migranti ospitati nelle strutture di accoglienza straordinaria presenti a Latina, e che coinvolgerà 10 ragazzi. 

Il progetto promosso ed organizzato in collaborazione con la cooperativa sociale Astrolabio e il servizio Ambiente del Comune arriva dopo quello con la cooperativa “Il Quadrifoglio” per la manutenzione degli spazi esterni dei tre centri diurni per disabili della città.

Questa mattina nella sala Enzo De Pasquale del Municipio c’è stato il primo tavolo di lavoro propedeutico all’avvio dell’iniziativa: l’assessora al Welfare Patrizia Ciccarelli, il dirigente del servizio Ambiente Sergio Cappucci, la capo Uoc del servizio Inclusione Stefania Krilic e la consigliera comunale Loretta Isotton con mandato al decoro urbano conferito dal sindaco, hanno illustrato ai 10 migranti ospiti del centro di accoglienza straordinaria gestito dall’Astrolabio le attività che li impegneranno a partire dal 23 ottobre per un anno. 

I ragazzi, tra i 19 e i 30 anni, che hanno aderito volontariamente al progetto che prevede un tirocinio formativo, guidati da un tutor, si occuperanno di annaffiare, rimuovere rifiuti e cicche di sigarette dalle strade separando i materiali raccolti, in sostanza eseguiranno tutte le operazioni indispensabili alla crescita delle piante e alla pulizia delle strade. 

Le aree di intervento sono corso della Repubblica, Palazzo M, piazza del Popolo. Le attività terranno impegnato ogni giovane sei ore a settimana dal lunedì al sabato. 

“L’iniziativa non esaurirà il suo obiettivo sul campo, con la riqualificazione delle nostre piazze – ha sottolineato l’assessora Ciccarelli – ma è soprattutto uno strumento per coinvolgere i migranti in attività socialmente utili, un’occasione per promuovere un’accoglienza più sostenibile, un’attività di integrazione che consenta ai beneficiari di avere un ruolo riconosciuto, di apprendere delle competenze e sentirsi parte di una comunità attiva che dà il proprio contributo alla bellezza della città”.    

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