Molotov alla Paoil, proseguono le indagini. Allarme di Uiltucs dopo l’aggressione al vigilante

L’attività dei carabinieri per chiarire i contorni di quanto accadutoall’interno del sito dismesso a Cisterna. Duro intervento del sindacato sulle condizioni di lavoro delle guardie giurate

Proseguono serrate le indagini dei carabinieri su quanto accaduto nella serata di venerdì all’interno del sito industriale dismesso della Paoil a Cisterna dove una guardia giurata è stata aggredita dopo aver scoperto un gruppo di cinque uomini intenti a preparare bottiglie molotov. Chi fossero le cinque persone e quale l’uso che si doveva fare delle bottiglie incendiare sono alcuni degli interrogativi a cui i militari del Comando provinciale di Latina stanno carcerando di dare una risposta. 

I fatti

I fatti nel tardo pomeriggio di venerdì quando una guardia giurata di 40 anni, dopo aver notato delle circostanze strane nei pressi dell’ex Paoil ha deciso di avvicinarsi scoprendo i cinque uomini che armeggiavano con le bottiglie riuscendo anche a scattare delle fotografie, pensando di non essere visto. 

A quel punto sarebbe stato aggredito alle spalle dal gruppo e colpito violentemente alla testa, prima che riuscisse a dare l’allarme. Nelle fasi concitate i cinque, dal chiaro accento campano, avrebbero anche esploso alcuni colpi di pistola per intimorire l’uomo. Poi la fuga dei banditi che sul posto hanno però lasciato delle tracce. 

Scattato l’allarme sul posto sono giunti i carabinieri del comando provinciale che hanno rinvenuto oltre alle bottiglie molotov anche alcuni macheti, abiti lasciati dalla banda e una pistola semibruciata a cui gli stessi banditi stavano tentando di dare fuoco. Ora, nel massimo riserbo, proseguono le indagini dei carabinieri. 

L’allarme della Uiltucs

L’episodio di venerdì sera nell’ex sito della Paoil e l’aggressione al metronotte, delegato Uiltucs alla Sicurezza, accende di nuovo i riflettori sulle “condizioni in cui operano le Guardie Particolari Giurate di Latina” che “si ripercuotono sulla forza lavoro”. 

L’allarme viene lanciato dalla stessa Uiltucs; “come categoria del settore vigilanza privata abbiamo la necessità di continuare a denunciare le criticità del comparto che di conseguenza ricadono sui lavoratori” si legge in una nota. “Le guardie che vediamo ed incontriamo quotidianamente a Latina  continuano a subire violentemente i problemi antichi ed attuali della vigilanza privata; in questo settore permangono le difficoltà di carattere normativo. Le aziende, anche a Latrina, hanno imboccato da anni la strada della concorrenza più sfrenata, il tutto per difendere quote di mercato, contestualmente hanno frenato gli investimenti ed hanno scaricato sulle condizioni dei lavoratori ulteriori sacrifici. L’incolumità degli utenti, la sicurezza dei lavoratori stessi sono fattori che nessuno nota, ma che improvvisamente appaiono quando un lavoratore svolge il suo lavoro ed incappa nei fatti accaduti a Cisterna”. 

“Come Uiltucs Latina - prosegue la nota del sindacato - denunciamo da tempo il silenzio delle istituzioni preposte ed il rischio d'impresa gettato e catapultato sui lavoratori costituisce una tendenza sbagliata, il cui esito può essere fallimentare per la sicurezza dei beni e delle persone, delle aziende e dei loro dipendenti. In un momento in cui la sicurezza è nuovamente al centro dell'interesse dei cittadini e delle istituzioni per vicende legate ai problemi internazionali e per il persistere un elevato livello di criminalità comune, l'investimento in mezzi e uomini per la difesa del bene pubblico e privato dovrebbe fondarsi su risorse e professionalità adeguate, con conseguente attenzione degli enti preposti. 

Abbiamo sempre gridato come Uiltucs, e non solo quando accadono incidenti ai lavoratori che prima di ogni cosa, servirebbe una visione imprenditoriale diversa; le imprese del settore vigilanza dovrebbero garantire livelli adeguati al fine di garantire la giusta incolumità. La situazione del comparto vigilanza privata di Latina, negli ultimi anni è diventata complicata, favorita dalla liberalizzazione delle autorizzazioni che hanno portato ad una proliferazione di società di vigilanza a volte prive di struttura imprenditoriale, anche in questo caso continua il grosso rischio quotidiano degli operatori costretti ad un lavoro senza mezzi adeguati, anzi improvvisati. Noi come Uiltucs - conclude il sindacato - abbiamo più volte denunciato ed esposto alle competenti autorità il fenomeno, ormai diventato una normale prassi: l'interesse primario delle aziende ancora è quello di aggiudicarsi l'appalto, la sicurezza dei lavoratori rimane secondario e superfluo”.

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