Molotov al Rosselli, il giorno dopo ad Aprilia. Gli interrogativi sulla tragedia sfiorata

Ai carabinieri lo studente ha parlato di una vendetta per essersi sentito bullizzato. Chiusa oggi l’ala Est della scuola di via Carroceto

Si è risvegliata ancora sotto shock la comunità di Aprilia dopo quanto accaduto nella mattinata di ieri all’interno dell’istituto Rosselli. Una tragedia sfiorata dopo che un giovane studente di 15 anni ha lanciato tre molotov dentro la scuola, al primo piano della sala Est. 

Nessun ferito e solo qualche danno alla struttura il bilancio finale di una mattinata da incubo iniziata con le tre esplosioni e il panico tra gli studenti che impauriti hanno lasciato subito l’edificio. 

E proprio la sala Est dell’istituto oggi, nell’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, è rimasta chiusa. Così ha disposto la dirigente scolastica del Rosselli, Viviana Bombonati, che nel pomeriggio di ieri ha emesso una circolare. “Si comunica che, a causa dei fatti avvenuti nella mattinata del 20 dicembre, la sede Est resterà chiusa e non si terrà alcuna attività didattica venerdì 21 dicembre - si legge nella nota pubblicata anche sul sito dell’istituto di via Carroceto -. I collaboratori scolastici e gli Assistenti Amministrativi prenderanno regolarmente servizio. Assistenti tecnici e Docenti della sola sede Est non prenderanno servizio”. 

Preside che poi, anche attraverso una nota, ha rivolto un appello a tutta la comunità di Aprilia  chiedendo che, “considerata la giovane età dello studente e le indagini attualmente in corso” non siano diffuse “immagini del presunto autore del gesto e/o notizie sulla sua vita privata e scolastica”.

Ci interroga intanto su come un ragazzo così giovane possa aver preparato le bottiglie incendiarie e come possa aver meditato il suo piano, ma soprattutto sui motivi che lo hanno spinto ad un gesto simile. Il ragazzo è entrato a scuola portando con sé 8 molotov che aveva preparato a casa. Tre quelle lanciate all’interno dell’istituto dopo aver indossato una tuta mimetica. 

Ancora in uno stato confusionale ha raccontato ai carabinieri, che subito lo hanno fermato e poi nel pomeriggio arrestato, di volersi vendicare di alcuni studenti che da tempo lo avevano preso di mira, di sentirsi bullizzato. Presunti episodi di bullismo che potranno essere chiariti dagli accertamenti dei carabinieri. Sentita dall’agenzia Dire la dirigente scolastica ha riferito che il ragazzo non aveva mai dato particolari segnali di difficoltà o problemi. Ha parlato di qualche attrito “con gli studenti della classe legati all'organizzazione delle interrogazioni” dopo che il ragazzo, a quanto pare non si sarebbe presentato ad una di queste che era stata programmata. “Questa cosa ha provocato dei litigi ma non si può certo parlare di bullismo" ha detto la preside che sta pensando al rientro dopo la pausa natalizia, per affrontare tutti insieme l'evento traumatico anche con l'eventuale supporto psicologico necessario (qui la notizia). 

Il caso questa mattina è stato portato anche all'attenzione della Provincia, dai consiglieri La Pegna e Giovannini nel corso della seduta odierna del Consiglio. 

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