'Ndrangheta a Latina: sotto chiave un patrimonio da 10 milioni di Sergio Gangemi

L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale. L'uomo arrestato nel 2018 con altre tre persone per gli agguati a colpi di kalashnikov e bombe a mano a due imprenditori

Un patrimonio di 10 milioni di euro finito sotto sequestro: 53 immobili tra appartamenti e terreni, una fabbrica, cinque veicoli, una barca e poi conti correnti e 10 società. E' l'operazione denonomiata "Gerione", condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Lo spessore criminale di Sergio Gangemi

L'ingente patrimonio appartiene a Sergio Gangemi, 45 anni, originario di Reggio Calabria ma da anni residente in provincia di Latina. Ufficialmente un imprenditore operante nei settori dell'edilizia, dell'immobiliare e dei prodotti elettronici, ma dagli anni '90 gravato da precedenti penali e condanne definitive per reati cotro il patrimonio, evasione fiscale e bancarotta fraudolenta. Il sequestro ha toccato, oltre al territorio pontino, anche le province di Roma, Reggio Calabria e Milano. Le attività investigative portate avanti dal Nucleo di polizia economico e finanziaria di Latina hanno consentito di accertare lo spessore criminale di Gangemi, appartenente a una famiglia molto vicina alle cosche della 'ndrangheta calabrese, e di verificare la sua capacità delinquenziale, testimoniata anche da riciclaggio di capitali illeciti attraverso la creazione di diverse società, anche all'estero, intestate a prestanomi.

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Spari e bombe a mano contro due imprenditori: gli arresti del 2018

A giugno del 2018 Sergio Gangemi, insieme al fratello e ad altri due uomini, era finito agli arresti perché ritenuto responsabile di tentato omicidio, estorsione e usura con l'aggravante del metodo mafioso. Due imprenditori erano stati vittime di agguati con l'utilizzo di bombe a mano e kalashnikov.  I fatti risalgono agli anni compresi tra il 2012 e il 2016, commessi ad Aprilia e sul litorale romano, a Torvaianica. I primi due attentati intimidatori si erano verificati proprio ad Aprilia ai danni di un imprenditore del luogo. In un caso era state lanciate alcune cartucce all'inteno del giardino dell'abitazione e poi erano stati esplosi colpi d'arma da fuoco contro la casa della vittima, mentre erano presenti i suoi familiari. A Torvaianica poi, tra il 2015 e il 2016, erano state lanciate due bombe a mano ed esplosi ben 28 colpi di fucile. (Nella foto un'immagine dell'agguato)

Il patrimonio illecito accumulato e i prestanome

Gli approfondimenti patrimoniali hanno permesso di raccogliere ed esaminare la copiosa documentazione bancaria da cui è emersa l'accumulazione di un ingente patrimonio, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Gli stessi collaboratori di giustizia avevano confermato, in varie fasi delle indagini, che Gangei, per tenere sotto traccia i propri affari, si avvaleva di prestanomi: per lo più soggetti incensurati che potevano operare nella legalità. Il provvedimento di sequestro rappresenta quindi l'epilogo di complesse indagini patrimoniali e si fonda inoltre sul riconoscimento della pericolosità sociale del soggetto, che si è di volta in volta manifestata anche quando il 45enne era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

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