'Ndrangheta, banda sgominata: fermi e perquisizioni anche a Latina

L'operazione dei carabinieri di Reggio Calabria ha toccato diverse provincie italiane tra cui Latina e Roma. Sequestrati beni mobili ed immobili per un totale di 70 milioni di euro

Tocca anche la provincia di Latina, e precisamente la città di Aprilia, l’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con quelli di Roma e Catanzaro che questa mattina hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 20 persone.

Diversi e gravi i reati che a vario titolo vengono loro contestati: associazione di tipo mafioso, concorso in omicidio, aggravato dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso; concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di diverse armi da fuoco anche da guerra e clandestine, aggravati dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso; concorso in sequestro di persona, aggravato dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso; concorso in intestazione fittizia di beni, aggravata dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso; concorso in detenzione, vendita e cessione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina, aggravati dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso; concorso in ricettazione, aggravata dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso.

Le indagini, condotte dai carabinieri di Reggio Calabria sotto il coordinamento della locale Procura hanno permesso di far luce su numerosi omicidi e hanno preso il via nel mese di dicembre 2011 nell’ambito delle ricerche dell’allora latitante Domenico Polimeni, si sono sviluppate a seguito proprio di una serie di omicidi susseguitisi nel territorio di Oppido Mamertina nel 2012.

L’analisi dei singoli omicidi e della realtà criminale di quel centro ha evidenziato elementi - ritenuti gravemente indiziari - dell’esistenza di una “locale” ‘ndrangheta, di cui fanno parte le cosche dei Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo e Ferraro-Raccosta. Gli elementi acquisiti hanno permesso di disvelare l’articolata struttura, la sua gerarchia interna, gli affiliati. Le indagini hanno anche evidenziato che la “locale” operava sul territorio - con propaggini oltre i confini provinciali e regionali - per imporre la propria egemonia con “metodo mafioso”.

L’attività investigativa ha così permesso di far luce sugli interessi criminali dell'organizzazione, documentandone sia l'operatività nel racket delle estorsioni e nel traffico di stupefacenti, sia la capacità di riciclare gli ingenti proventi illeciti, acquisendo, con la compiacenza di alcuni avvocati e curatori fallimentari gravitanti nell'ambiente delle aste giudiziarie, diverse abitazioni ubicate nel territorio laziale, Durante l’esecuzione del fermo i carabinieri hanno dato esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo che ha riguardato 14 imprese (quote sociali, annesso patrimonio aziendale e conti correnti), 88 immobili, 12 beni mobili e 144 Rapporti Bancari e Prodotti Finanziari, per un valore complessivo di circa 70 milioni di euro.

Interessate dall'operazione le province di di Reggio Calabria, Catanzaro, Roma, Latina, Macerata ed Agrigento.

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