Il racconto dell'Olocausto, le struggenti parole di Sami Modiano ai ragazzi

"Sono forse diverso dagli altri". Il sopravvissuto ai campi di sterminio ha parlato oggi agli studenti dei licei in partenza per il viaggio della memoria

Una testimonianza struggente quella di Sami Modiano, 88 anni, nato a Rodi, sopravvissuto all'Olocausto e ai campi di concentramento di Aushwitz -Birkenau, che ha incontrato questa mattina, nell'aula magna del Grassi, gli studenti dei Licei Grassi, Manzoni e Alighieri in partenza per il viaggio della Memoria organizzato al Comune di Latina. Accanto a lui il sindaco Damiano Coletta e l'assessore all'Istruzione Gianmarco Proietti.

"La memoria - ha detto il sindaco - si esercita raccontando le storie. Grazie a Sami Modiano centinaia di ragazzi dei licei hanno conosciuto come l’umanità possa sprofondare negli abissi. Senza preavviso".

incontro sami modiano 2-2

Drammatici i ricordi di Sami Modiano, della sua vita di bambino, espulso dalla scuola perché ebreo, e delle guerra. "Per quale motivo io ero stato espulso dalla scuola? Mi rifiutavo di capire - ha raccontato alla platea di ragazzi - E dicevo a mio padre: ti sbagli, io non ho problemi, mi sono sempre trovato bene con i miei compagni. Non capisco questo motivo. Ero un bambino come gli altri. Lui cercava di calmarmi e mi diceva: quando sei grande capirai. No ragazzi, io non ho capito. Non ho capito allora e non capisco ancora oggi che ho 88 anni. Io non sono diverso, sono un essere umano uguale a tutti gli altri. Ero colpevole di essere nato ebreo. Lo chiedo a voi: sono diverso? Vedete una differenza? Non l'ho mai accettata questa definizione. Dopo questa espulsione non sono potuto andare più a scuola, un grande dolore che mi porto dietro fino ad oggi. Sono rimasto alla terza elementare, non mi vergogno. Tutto quello che ho è l'esperienza della vita e nient'altro di più. Da quel momento in poi la mia vita è cambiata". 

Sami Modiano ha poi raccontato le leggi razziali e l'alleanza con i tedeschi: "Abbiamo vissuto grande difficoltà - ha detto - Le leggi razziali non hanno colpito solo Sami Modiano, ma tutti quelli che erano di religione ebraica: gli insegnanti sono stati licenziati, tutti i nostri medici non potevano più esercitare, i nostri architetti e ingegneri licenziati. I nostri ragazzi che uscivano dalle scuole preparatissimi e che avevano trovato lavoro, tutti licenziati subito. Nel quartiere ebraico abbiamo vissuto con questa macchia di essere diversi dagli altri.Le camicie nere sorvegliavano la zona e si avvicinavano ai gruppetti di amici che si incontravano e parlavano per passare il tempo. Dicevano che era un complotto contro il fascismo. Ci hanno perseguitato, non ci hanno lasciato in pace. Poi, è arrivata la guerra. Il momento più brutto della vita. Avevo dieci anni, la guerra l'ho vissuta ed è una brutta bestia".

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