Omicidio Martufi a Cori, l’accusa chiede 18 anni di carcere per l’imputato

Processo con rito abbreviato per la morte del titolare del centro ippico. Il 31 gennaio la sentenza

Diciotto anni di reclusione: è quanto ha chiesto il pubblico ministero Giuseppe Bontempo per Gabbar Singh, il cittadino indiano di 36 anni accusato di avere ucciso, il 31 dicembre 2017 Armando Martufi, gestore del centro ippico Fontana del Prato a Cori.

La richiesta è stata avanzata questa mattina al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castriota davanti alla quale si sta svolgendo il processo con rito abbreviato su richiesta della difesa dell’imputato.

Secondo la ricostruzione dell’accusa Gabbar, che è accusato di omicidio volontario e rapina aggravata, avrebbe aggredito Martufi colpendolo alla testa e provocandogli ferite tali da provocarne la morte dopo un mese e mezzo di agonia in ospedale. All’origine dell’aggressione ci sarebbe stata la rivendicazioni da parte dell’indiano di vedersi pagare tre mesi di lavoro presso la struttura.

Nell’udienza di questa mattina, dopo la requisitoria e la richiesta del pm, ha parlato uno dei legali di parte civile, l’avvocato Emanuele Vari, che si è associato alla richiesta dell’accusa. Poi il rinvio al 31 gennaio per le discussioni dell’altro legale di parte civile, Amleto Coronella, e del difensore dell’imputato, Maria Teresa Fiore. Poi il giudice entrerà in camera di consiglio per la sentenza.

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