Omicidio a Monte San Biagio, "finto" prete trovato morto in casa

La vittima è Pietro Barlone, un uomo si 61 anni: in passato aveva svolto la funzione di diacono. L'estate scorsa è stato denunciato dopo essersi spacciato per un prete. Le indagini affidate ai carabinieri

Omicidio a Monte San Biagio: un uomo è stato trovato privo di vita all’interno della sua abitazione nei pressi del centro del comune pontino, non molto lontano dal palazzo municipale e dalla stazione dei carabinieri.

Secondo le prime informazioni, la vittima è Patrizio Barlone, un uomo di 61 anni; in passato, intorno agli anni Novanta, aveva svolto la funzione di diacono, prima di essere allontanato dall'ambiente ecclesiastico, ed era conosciuto, in paese ma anche alle cronache, per essersi spacciato più volte per un prete.

In passato aveva avuto problemi con la giustizia per questioni di usura e truffe.

L’allarme è stato lanciato nella mattinata di oggi, intorno alle 9.30, dopo che il 61enne è stato trovato privo di vita nella sua casa da un parente; sul posto, nell’abitazione di via Roma della vittima, rivenuto riverso in una pozza di sangue con gambe e braccia legate e il cranio fracassato colpito con un corpo contundente, si sono recati i carabinieri che hanno immediatamente avviato le indagini, coordinati dal sostituto procuratore Eleonora Tortora.

Nell’agosto del 2014, il 61enne era stato denunciato dai carabinieri per aver reso false dichiarazioni a pubblico ufficiale ed al garante della privacy. L’uomo, infatti, si era presentato ai militari dell’arma spacciandosi per un prete e chiedendo la disattivazione delle telecamere di videosorveglianza nei pressi della propria abitazione.

LE INDAGINI - Sono andate avanti spedite per tutta la giornata di oggi le indagini da parte dei carabinieri per fare luce sul delitto di Patrizio Barlone, mentre si attende per domani l’arrivo del Ris di Roma, dal cui sopralluogo potrebbero emergere elementi importanti, dal momento che all’interno dell’abitazione della vittima sarebbero state isolate alcune impronte che potrebbero essere state lasciate dall’assassino - o dagli assassini -.

Al momento sembrano due le piste seguite per risalire al movente di quello che appare come un efferato delitto, quella della rapina finita male o di una vendetta personale. Le indagini, in queste prime battute, come fanno sapere gli inquirenti, sono state estese anche al di fuori della zona di Monte San Biagio dove viveva Patrizio Barlone, mentre in queste ore sono già state ascoltate alcune persone e si continua a scavare nella vita "fuori dalle righe" dell'ex diacono.

Elementi utili potranno arrivare poi anche dall’autopsia che verrà eseguita nei prossimi giorni sul corpo del 61enne, e che permetterà di stabilire l’ora del decesso oltre la causa; non è chiaro infatti se l’uomo sia stato ucciso dal colpo ricevuto sulla testa. Dopo i primi accertamenti, infatti, si fa strada anche l’ipotesi del soffocamento, mentre l’arma usata per colpire la vittima non sarebbe stata rinvenuta nella sua abitazione di via Roma.

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MAI STATO SACERDOTE - Come precisato questa mattina dall'Arcidiocesi di Gaeta, Patrizio Barlone, non è mai stato sacerdote. “Sollecitata da più parti - si legge in una nota -, la Curia di Gaeta precisa che il suddetto Barlone, ordinato Diacono in altra Diocesi, fu successivamente sospeso a divinis e interdetto nell'esercizio di qualsiasi Ministero. Di conseguenza il Sig. Barlone non è stato mai ordinato Sacerdote”.

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