Omicidio Vaccaro, Francesco D'Antonio torna in carcere: troppe assenze dal domicilio

Il ragazzo, condannato per l'omicidio di Matteo Vaccaro, era ai domiciliari ma sfruttava permessi per sottoporsi a visite mediche per assentarsi più a lungo

La scena dell'omicidio di Matteo Vaccaro

Era stato condannato in via definitiva per l'omicidio di Matteo Vaccaro, ucciso il 31 gennaio del 2011 al Parco Europa di Latina, e gli era stato concesso il beneficio della misura alternativa al carcere con la detenzione domiciliare. Ma Francesco D'Antonio, era da tempo monitorato dalla divisione Anticrimine della polizia e dalla squadra volante. Le investigazioni su di lui hanno accertato che, sfruttando alcune autorizzazioni per sottoporsi a visite mediche, si era trattenuto fuori dalla propria abitazioni ben oltre il limite della visita. Le indagini hanno verificato che le assenze di D'Antonio dal suo domicilio erano reiterate. 

Del caso è stata quindi informata l'autorità giudiziaria che ha accolto le argomentazioni della polizia e ha revocato il beneficio dei domiciliari, disponendo che il residuo della pena sia scontata in carcere. La misura è stata quindi tempestivamente eseguita dalla squadra mobile di Latina, che ha prelevato D'Antonio dalla propria abitazione e lo ha condotto in carcere.

Altre verifiche sono in corso da parte della polizia nei confronti di soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, quali arresti domiciliari e libertà vigilata.

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