Operaio morto folgorato a Sezze, Femca: “Chiesto incontro urgente ad Acqualatina”

L'intervento del sindacato che ha chiesto alla società per cui lavorava Massimo Massetti un incontro per cercare di comprendere meglio quanto accaduto e le dinamiche che hanno portato al tragico incidente costato la vita all'operaio 50enne

Un incontro per fare chiarezza sul drammatico incidente sul lavoro avvenuto nella pomeriggio di ieri a Sezze: questo quanto chiesto ad Acqualatina, la società per la quale lavorava Massimo Massetti, dalla Femca Cisl che ha espresso cordoglio per la morte dell’operaio 50enne. 

“Il tragico incidente su lavoro avvenuto ieri a Sezze, e che è costato la vita a Massimo Massetti dipendente di Acqualatina, ci ha lasciati sconcertati e sgomenti- scrive il sindacato in una nota -. Non si può morire a 50 anni, lasciando moglie e figli piccoli, soprattutto non si può morire di lavoro che deve essere fonte di prosperità, felicità e crescita, che non può gettare nella disperazione e nel dolore un'intera famiglia, un’intera comunità. 

Ogni infortunio sul lavoro, grande o piccolo che sia, rappresenta sempre una sconfitta, una piaga dolorosa, ma si è ancora più turbati di fronte ad una morte così assurda avvenuta durante il ripristino del servizio pubblico interrotto a causa del furto di rame da parte di ignoti”.

“In questo doloroso momento non ci sono parole sufficienti per esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia di Massimo Massetti - ha commentato Roberto Cecere, segretario generale della Femca Cisl di Latina -. Quanto accaduto ieri deve spronarci, come sindacato, a fare sempre di più e meglio per la sicurezza sui luoghi di lavoro; difendere l’occupazione è sacrosanto, ma altrettanto importante è non abbassare mai la guardia sul tema della qualità e sicurezza del lavoro. 

Bisogna lavorare sulla consapevolezza del rischio delle persone. Chi lavora deve adottare tutti i dispositivi per evitare incidenti e deve pretendere che gli vengano forniti. Le aziende hanno l'obbligo di custodire l'incolumità dei propri dipendenti. La sicurezza non può essere un optional, ma una regola”.

Per questo, conclude il sindacalista “abbiamo chiesto alla Direzione Aziendale di  Acqualatina un incontro urgente al fine di cercare di comprendere meglio quanto accaduto, e le dinamiche che hanno portato all’incidente. Soprattutto vogliamo comprendere se esistono i margini di manovra per migliorare ancora di più la sicurezza di quanti operano sugli impianti”.

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