Alba Pontina, una nuova ordinanza evita la scarcerazione: i Di Silvio restano dentro

Restano dentro i componenti del clan Di Silvio, per i quali ieri il Tribunale del Riesame di Roma aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare

Il Riesame ha annullato l'ordinanza a carico dei componenti del clan Di Silvio arrestati nell'operazione Alba Pontina ma una nuova ordinanza di custodia cautelare firmata in tempi record ha evitato la scarcerazione. L'atto è stato firmato nella notte dallo stesso giudice Antonella Minunni che aveva firmato la prima ordinanza. Nessuno degli arrestati dunque è uscito dal carcere. Gli uomini delle squadre mobili di Latina e di Roma e del Servizio centrale operativo della polizia hanno notificato la nuova ordinanza firmata dal giudice.

Nel giro di appena poche ore dal pronunciamento del tribunale del Riesame di Roma la Dda di Roma ha chiesto un nuovo provvedimento per scongiurare il pericolo di fuga degli indagati

La nuova ordinanza riguarda gli indagati che avevano presentato il ricorso, compreso Armando Di Silvio, detto Lallà, considerato dagli inquirenti il vertice dell'associazione a delinquere di stampo mafioso. Restano esclusi invece dal provvedimento i figli Ferdinando, Samuele e Gianluca che avevano fatto ricorso al Riesame in un secondo momento. Il nuovo provvedimento conferma quindi le accuse nei confronti del clan, eliminando le lacune della prima ordinanza che avevano portato ad annullare le misure cautelari eseguite il 12 giugno scorso. 

L'impianto accusatorio resta dunque valido e va dall'associazione di stampo mafioso all'estorsione fino al traffico e spaccio di stuepefacenti. Restano valide anche le imputazioni per la fittizia intestazione di beni e riciclaggio.

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