Alba Pontina, estorsioni e minacce agli avvocati: "Ti vengo a cercare per tutta Latina"

Nel mirino del clan Di Silvio anche diversi professionisti di Latina che hanno ceduto alle richieste di denaro per liberarsi dalle intimidazioni

Protagonista degli episodi di intimidazione è Riccardo Agostino, l'unico non parente dei Di Silvio ad aver assunto un ruolo di primo piano nel clan. Era lui a scegliere le vittime delle estorsioni, compresi i professionisti pontini. Ed era lui a presentarsi anche negli studi professionali degli avvocati pretendendo somme di denaro dietro chiare minacce. E' quanto emerge dall'inchiesta condotta dalla Dda di Roma sulla mafia autoctona del capoluogo pontino, conclusa ieri con l'arresto di 25 persone del clan Di Silvio. 

Il procuratore della Dda Prestipino: "Latina territorio critico. Qui una mafia autoctona"

Gli avvocati venivano scelti soprattutto fra i civilisti, spesso costretti a pagare pur di non avere nulla a che fare con la famiglia rom e pur di affrancarsi da questo sistema di intimidazioni. "Ti vengo a cercare per tutta Latina, ti vengo a prendere fino a Napoli", è solo una delle tante minacce rivolte a uno dei professionisti finiti nel mirino del gruppo. Un clima particolarmente pesante che aveva indotto alcuni legali a rivolgersi alla Questura e a segnalare gli episodi ai propri organi di rappresentanza. L'Ordine aveva preso in mano la situazione e inviato una mail agli iscritti: "L'Ordine - si legge nella comunicazione - è venuto a conoscenza che in questi giorni alcuni soggetti si fanno ricevere negli studi professionali e pretendono di sistemare improbabili questioni di lavoro mediante la corresponsione di somme di denaro". Nella mail veniva indicato un soggetto di corporatura robusta accompagnato spesso da un altro uomo di probabile etnia rom. 

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La mail si concludeva poi con l'invito a prestare la massima cautela e a contattare l'Ordine. Lo stesso organo di rappresenza ha fornito poi la massima collaborazione alle forze dell'ordine e tutti gli episodi segnalati sono effettivamente finiti nelle carte dell'inchiesta Alba Pontina.

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