Operazione Aleppo, i D'Alterio davanti al gip: restano in silenzio padre e figli

Questa mattina sono stati interrogati per rogatoria Giuseppe D'Alterio e i figli Luigi e Armando. Da domani saranno ascoltati gli indagati che si trovano ai domiciliari

Hanno scelto il silenzio e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, arrestati nell'ambito dell'operazione Aleppo. Sono stati interrogati per rogatoria dal gip del tribunale di Latina Pierpaolo Bortone Giuseppe D'Alterio e i figli Luigi e Armando. Domani cominceranno invece gli interrogatori degl altri cinque indagati che si trovano agli arresti domiciliari, la figlia Melissa insieme ad Anna D'Avia, a Matteo Simoneschi, Giuseppe Salemme, Luciano Sorrentino.

Sono tutti a vario titolo accusati di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso. L'inchiesta coordinata dalla Dda di Roma ha infatti portato alla luce un sistema mafioso attraverso cui la famiglia controllava l'indotto dei trasporti legato al Mercato Ortofrutticolo di Fondi. L'indagine ha consentito di scoprire che il gruppo era arrivato ad assumere il monopolio del settore imponendo addirittura una "tassa" alle ditte che volevano continuare a lavorare.

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