Pesca illegale, controlli nella notte a Minturno: peschereccio multato

L'unità "invisibile" ai sistemi informatici di controllo dal momento che era stato disattivato il sistema di "localizzazione" radio "Ais - Automatic Identification System"

Sono scattati nella notte i controlli da parte della guardia costiera di Gaeta per la vigilanza ambientale e la tutela dell’ecosistema marino al fine di garantire l’esercizio delle attività di pesca in conformità alle vigenti norme di settore.

Controlli, condotti sia a terra che in mare, che hanno permesso di accertare l’esecuzione di attività di pesca in violazione delle norme sulla “localizzazione” delle unità in mare.

Nella notte, infatti al largo del litorale di Marina di Minturno - a circa 3 miglia dalla costa -, l’equipaggio del Battello GC B94 della guardia costiera ha individuato un motopesca intento ad operare senza l’utilizzo del prescritto sistema di “localizzazione” radio “AIS - Automatic Identification System”.

“Tale strumento di ausilio alla navigazione - spiegano dalla Capitaneria di Porto -, consente di conoscere in ogni momento la posizione delle unità navali in mare, favorendo la sicurezza in mare ed agevolando le operazioni di soccorso. Lo stesso, reso obbligatorio per le unità da pesca nel maggio 2014, fornendo un monitoraggio costante della posizione dei Motopesca, consente di verificare che le attività di pesca vengano effettuate all’interno delle aree consentite ed in conformità alle abilitazioni delle singole unità pescherecce, a maggiore tutela dell’ambiente marino e della risorsa ittica, contrastando così la pesca ‘indiscriminata’ e ‘sotto costa’”.

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Attraverso una serie di accertamenti e il controllo incrociato con la sala operativa della guardia costiera  è stato appurato che l’apparato AIS del peschereccio risultava disabilitato, rendendolo così “invisibile” ai sistemi informatici di controllo. Fermato il peschereccio ed elevato una multa per poco più di 6mila euro.
Terminati gli accertamenti e riattivato il trasmettitore del sistema, il motopesca ha potuto proseguire nelle proprie attività, nel rispetto delle norme sull’attività di pesca e sulla tutela dell’ambiente marino.

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