Ragazzi disagiati, dalle case famiglia all’autonomia: progetto del Comune

Progetto dei Servizi Sociali: "Iniziativa istituzionale di tipo abitativo per consentire ai ragazzi una eventuale esperienza comunitaria per l'avvio alla loro completa autonomia"

Patrizia Fanti, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Latina

Qual è il destino dei ragazzi disagiati al momento del compimento del 18esimo anno di vita? Parliamo dei giovani che durante l’infanzia vengono allontanati dalla loro famiglia di origine e affidati dal giudice agli operatori sociali del Comune.

Quello che si prospetta davanti a loro, quando devono lasciare le strutture che fino a quel momento li hanno ospitati, è un futuro difficile che a volte sono costretti a fronteggiare da soli.

Da questi presupposti parte il progetto dell'assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Latina volto all’avvio all’autonomia dei ragazzi disagiati e sottoposto all’attenzione della commissione di competenza. Il progetto, oltre ad offrire al territorio un utile e importante servizio, intende dare agli interessati una concreta possibilità di avvio all’autonomia.

“I servizi sociali – spiega l’assessore Patrizia Fanti - assistono i ragazzi che, per diversi motivi, sono allontanati dalle famiglie di origine (genitori impossibilitati alla loro educazione, separazioni violente,…) e conseguentemente affidati dal giudice di competenza agli operatori sociali del Comune. La legge dispone che, al raggiungimento della maggiore età (18 anni), i ragazzi siano dimessi dalle case famiglia o da istituti diversi”.

“Nei casi considerati, il raggiungimento della maggiore età non coincide con l’esercizio della vita autonoma in quanto raramente i giovani in questione hanno conseguito un diploma o dispongono di un lavoro dipendente o indipendente. Tutto questo si coniuga – continua l’assessore comunale -, poi, con la difficoltà oggettiva o con il rifiuto a riaccoglierli nella famiglia di provenienza o nel suo sistema parentale. In questi casi, ormai da anni, le operatrici dei servizi sociali, in sinergia con alcuni operatori delle cooperative, seguono volontariamente i giovani fornendo loro un utile sostegno in questa fase delicata dell’eventuale ritorno in famiglia, ma soprattutto dell’inserimento nella società civile e nel mondo del lavoro”.

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“È stata ravvisata dunque la necessità, come assessorato, di potenziare queste attività di tipo volontario con una iniziativa istituzionale di tipo abitativo per consentire ai ragazzi una eventuale esperienza comunitaria per l'avvio alla loro completa autonomia. Lunedì 7 maggio il disegno sociale è stato illustrato nel corso della commissione servizi sociali, tenuto conto della disponibilità di unità abitative nel contesto della palazzina Ater di Latina Scalo che potrebbero essere declinate allo scopo. I consiglieri della commissione – conclude l’assessore Fanti - hanno mostrato un positivo interesse per l’iniziativa richiedendo all'assessorato l’elaborazione di un progetto esecutivo sul quale confrontarsi”.

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