Punti di primo intervento: “No al piano della Asl”. Proposta alternativa dei sindaci

Comune di Cori in prima linea: “Il piano di ristrutturazione della ASL non risponde alle nostre istanze”. Annunciata per il 30 novembre una manifestazione a Latina contro la chiusura dei Ppi

No al piano di riorganizzazione presentato dalla Asl che non corrisponde alle nostre istanze”. A parlare il sindaco di Cori, Mauro De Lillis, in prima linea, insieme agli altri primi cittadini pontini interessati, nella battaglia in difesa dei Punti di primo intervento.   

“Ad ottobre la Regione Lazio ha inviato una nota alla Direzione della Asl di Latina invitandola a presentare un piano di riorganizzazione dei PPI, che fosse condiviso con i sindaci dei Comuni interessati” con efficacia dal 1 gennaio 2020. “Il documento redatto, - spiega l’Amministrazione di Cori -, che è stato recentemente trasmesso a ciascun primo cittadino, però non risponde alle istanze più volte avanzate dai sindaci e pertanto non può essere accolto così come formulato”.

I cinque punti della contro proposta

Nel corso delle settimane è andato avanti con costanza l’impegno del Comune di Cori per scongiurare la chiusura del Ppi del centro lepino e “il sindaco Mauro De Lillis insieme agli altri primi cittadini interessati e ai Comitati civici, con il prezioso aiuto dell’Ordine dei medici di Latina, hanno elaborato una propria proposta", alternativa a quella avanzata dalla Asl e che si articola in 5 punti:
1)  Creazione degli ADEM (Ambulatori dell’Emergenza Medica), con medici muniti di apposito attestato di idoneità all’esercizio di emergenza sanitaria territoriale, con adeguata dotazione infermieristica, informatica, tecnologica, con onorari di apertura al pubblico H24 e gg 7/7 e che dalle 8 alle 20 di festivi e prefestivi includa compiti e funzioni della continuità assistenziale (ex Guardia Medica);
2)  Creazione di un punto medicalizzato ARES 118 per ogni PPI;
3)  Creazione delle UCP (Unità di Cure Primarie) e PDTA (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) nell’ambito delle sedi degli attuali PPI, trasformati tutti in Case della Salute distrettuali;
4)  Collegamento di ADEM, UCP, PDTA e Case della Salute in una rete telematica per l’accesso immediato alle informazioni dei pazienti inseriti nella Banca dati;
5)  Predisposizione e attuazione di apposita campagna informativa istituzionale con il coinvolgimento fondamentale della Regione e delle realtà locali”.

Nei giorni scorsi la proposta è stata presentata all’assemblea dei sindaci, che l’hanno fatta propria. “In buona sostanza aumenterebbe, per le popolazioni servite oggi dai PPI, l’offerta di servizi sanitari in una rete locale fitta, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini, soprattutto in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione che obbliga il Servizio Sanitario Nazionale a portare i servizi ai cittadini e non i cittadini ai servizi”.

L’incontro con la Regione

A strettissimo giro sarà formalmente chiesto anche un incontro al presidente della Regione Nicola Zingaretti; i primi cittadini di Sabaudia, Gaeta, Minturno, Priverno, Cori, Cisterna di Latina e Sezze inoltreranno una richiesta urgente di convocazione per definire le problematiche inerenti i PPI. “A fronte del Piano di rimodulazione di PPI in ottemperanza al D.M. 02.04.2015, n. 70, presentato dalla Direzione ASL di Latina – così recita la lettera – i sottoscritti ritengono che, per rispondere alle esigenze non solo delle nostre comunità ma della domanda di assistenza del territorio provinciale più ampio, vadano rimossi i vincoli imposti dall’attuale normativa e dai suoi successivi recepimenti a livello regionale”.

Sindaci in piazza

Intanto il prossimo 30 novembre i sindaci, i Comitati civici e i cittadini marceranno per le strade di Latina (Piazza del Popolo – Direzione ASL) per sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica sull’importante battaglia che si sta conducendo per difendere la salute di tutti. “L’auspicio -conclude il Comune diCori - è che il 30 da Piazza del popolo possa partire un messaggio di democrazia partecipata che arrivi al Direttore della ASL e a Zingaretti affinché tornino sui propri passi sul tema dei Ppi”.  

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