Rapine in serie a mano armata, sgominata la banda: sette arresti

I dettagli dell'operazione congiunta di polizia e carabinieri. Colpi commessi tra Latina e la provincia di Roma. Affari anche con droga ed estorsioni

Un'immagine della conferenza stampa in Procura

Rapine, estorsioni, spaccio di droga, armi. Sette persone sono state arrestate questa mattina nell'ambito di un'operazione congiunta di polizia e carabinieri, destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Latina Laura Matilde Campoli su richiesta del pm Valerio De Luca. Si tratta di cinque uomini e due donne, appartenenti a due gruppi criminali distinti che avevano però interressi e traffici comuni e non esitavano a collaborare e a scambiarsi manovalanza. 

I rapinatori in azione: il video dei colpi 

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo operativo della compagnia dei carabinieridi Latina, partendo da episodi diversi avvenuti a Latina, sono arrivate a identificare un gruppo criminale a cui vengono contestate sei rapine commesse da "commandi" a composizione variabile, a cui prendevano parte, di volta in volta, due o tre degli indagati, tra cui spesso una donna che aveva il compito di assicurare la sorveglianza e agevolare la fuga dei complici con l'utilizzo di un'auto "pulita". Marco e Manuel Ranieri, Katiuscia Oliverio e Cristian Caloroso sono stati rintracciati e identificati dalla Squadra Mobile. Simona Ruisi, Massimiliano Santachiara e Christian Santucci dai carabinieri. Nel mirino della banda: sale slot, ristoranti e  tabaccherie.

I dettagli dell'operazione e delle indagini sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa in Procura alla quale hanno partecipato il procuratore capo facente funzioni Carlo Lasperanza, il dirigente della squadra mobile di Latina Carmine Mosca e il vice dirigente Elio Beneduce, il tenente colonnello dei carabinieri Pietro Dimiccoli, il maggiore Carlo Segreto, comandante della compagnia dei carabinieri di Latina, e il sottotenente Antonio Calabresi del Nucleo operativo. 

L'estorsione con una casa popolare

Le indagini della polizia

La squadra mobile ha iniziato a indagare in seguito a una rapina ai danni della sala slot Timecity di via del Lido avvenuta il 29 luglio del 2017. Grazie alle immagini estrapolate dalle videocamere di sorveglianza gli uomini della terza sezione erano arrivati a identificare uno scooter usato dai due malviventi, nella disponibilità di Cristian Caloroso. La descrizione fisica dei due rapinatori ha poi portato gli investigatori a chiudere il cerchio intorno a Caloroso e a Marco Ranieri. Le intercettazioni successive hanno infine consentinto di ricostruire la rete di contatti attraverso cui gli indagati parlavano, con linguaggio più o meno esplicito, di rapine, ma anche di droga e armi. In particolare, in riferimento al traffico di droga, quando gli acquirenti non onoravano in modo puntuale il debito scattava il recupero con la forza, con intimidazioni e minacce. 

Le indagini dei carabinieri

A tradire il secondo gruppo è stato ancora una volta il mezzo utilizzato per mettere a segno il colpo. I carabinieri hanno indagato su una rapina analoga consumata il 12 ottobre del 2017 alla sala slot di via Don Torello. Poco dopo, i militari avevano ritrovato in una stradina della zona una Renault Clio, su cui era stata sistemata un'altra targa. La Clio era stata venduta da un uomo di Norma a Simona Ruisi e la targa era riconducibile a una Golf di proprietà di uno zio di Massimiliano Santachiara, il figlio della Ruisi. La Fiat 500 bianca della donna era stata inoltre notata mentre si aggirava ripetutamente vicino al luogo della rapina e nei pressi della strada dove è stata ritrovata la Clio. Anche in questo caso i filmati delle videocamere e la descrizione delle vittime della rapina hanno stretto il cerchio intorno a Simona Ruisi, al compagno Christian Santucci e a Massimiliano Santachiara. Gli indagati sono coinvolti in altre due azioni criminali: una rapina e una tentata rapina consumate alla fine di ottobre del 2017 ai danni dello stesso ristorante di Nettuno. Nel primo caso tre soggetti avevano aggredito e minacciato il titolare riuscendo a portare via un bottino di 15mila euro. Nel secondo caso l'esercente aveva però reagito, bloccando e riuscendo a far arrestare Santucci in flagranza di reato.

Gli interessi comuni tra i due gruppi

Quando il quadro delle rapine è ormai chiaro, le investigazioni di polizia e carabinieri cominciano a convergere, come già avvenuto per un altro episodio: la rapina ai danni della filiale della Banca Popolare di Milano che si trova a Marino, episodio per il quale erano stati arrestati a dicembre scorso Marco Ranieri e Cristian Caloroso. Le intercettazioni riescono infatti a ricostruire una rete di contatti comune tra i due gruppi e la disponibilità a collaborare e a scambiarsi manovalanza. Il contatto era in particolare Christian Santucci. 

Le rapine contestate

Al gruppo vengono a vario titolo contestate cinque rapina e una tentata rapina: in particolare il colpo ai danni della sala slot di via del Lido, quello alla sala slot del Bowling di via Don Torello, la rapina preparata alla Banca Popolare di Marino, il colpo a un tabacchi del Gionchetto e un altro a un ristorante di Nettuno, dove poco più tardi i rapinatori erano tornati senza però riuscire a portare a termine l'azione criminale.

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