Rassegna "Operamat": Ilaria Drago conquista il pubblico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

In scena una donna si muove sinuosa, seminuda, un sottofondo musicale ne segue e amplifica la presenza. Pochi oggetti sul palco: un mucchio di terra (da cui emergerà il grande simbolo) con sopra molte rose, un drappo rosso che poi si scoprirà essere un vestito, un sole proiettato che compare per poi dileguarsi nel buio di tempi narrati a partire dagli anni di Cristo e Maddalena, terreni e amanti. Perché l'uomo rivoluzionario, il giullare di Dio, non ha mai disdegnato l'amore. Gesù a Maddalena diceva sì. Perché avrebbe dovuto dire no? Quando tutti cacciavano la donna Maddalena, ridotta da secoli (a venire? Passati?) a corporeità solo per 'servire', per soggiacere ed essere soggiogata dal maschio volere, l'amore di Gesù era presente. Maddalena ne capiva la grandezza, ma soprattutto ne amava l'umanità, a prescindere da qualsiasi titolo divino gli si volesse dare, da seguaci (per venerarlo) e da detrattori (per massacrarlo).

L'amore e la vita, il modo in cui spesso vengono relegati e divisi, l'abominio della morte sulla vita, della violenza sui corpi, della perdita sui sentimenti. Ilaria Drago, nella pelle di Maddalena, in Maddalena Maria, li racconta attraverso un monologo parlato che sembra essere anche cantato, assecondata dalle atmosfere musicali di Marco Guidi. La sua è una poesia contemporanea che trova le modulazioni vocali giuste per affondare nel passato e trovare agganci nel presente urbanizzato dove tutto si vende e ciò che appare è, senza altra possibilità.

Il pathos sale via via, lasciando attoniti ad interrogarsi sul dramma esistenziale del Cristo in croce, come simbolo venerato al posto del 'Cristo in amore', che di ben altro messaggio sarebbe stato portatore nei secoli. Unione dei popoli anziché divisione, e unione anche di carne e spirito. Su questa scissione, che ha sempre coinvolto drammaticamente pure l'uomo e la donna, la Drago costruisce una riparazione verbale e corporea; fa scavare la sua Maddalena nella terra per riportare alla luce la croce con la sua storia di sofferenza e vi si arrampica infine per esplodere in commozione e umanità riportando a terra l'uomo divenuto Dio.

Maddalena è la Donna che sa 'mettere in carne anima e spirito', sa ricreare quella simbiosi di sentimento e carne che la violenza ha snaturato.

Il pubblico alla fine è completamente rapito dal dramma commosso della donna che chiede indietro l'amore e vive l'emozione di lei che resta, lei che vive ancora e sarà ovunque il cuore voglia portarla.

Lo spettacolo, presentato il 13 dicembre all'interno della rassegna OperaMat, presso Opera Prima Teatro di Latina, ha vinto il Premio del Pubblico al Festival Voci dell'Anima XII Edizione 2014, il Premio ConfineCorpo e il Premio Tenaglia dei tecnici.
Le musiche e gli ambienti sonori sono di Marco Guidi, l'opera scenica di Mikulàš Rachlik, le luci di Max Mugnai.

Info compagnia Ilaria Drago: www.ilariadrago.it

Info rassegna a Latina e Sezze: http://matutateatro.com/operamat/

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