Sanità, abolizione del ticket regionale. La novità a partire da gennaio 2017

Questa mattina l'annuncio del presidente della Regione Zingaretti; consentirà di far risparmiare 20 milioni di euro ai cittadini e tariffe più basse per le prestazioni sanitarie. Il consigliere del Pd Forte: "Vediamo concretamente uscita dal commissariamento"

Abolizione del ticket sanitario regionale dal 1 gennaio 2017: l’annuncio è stato dato questa mattina dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. 

Soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale del Pd Enrico Forte, per il quale “l’abolizione del ticket sanitario regionale rappresenta una cartina al tornasole di come questa amministrazione stia lavorando per il bene della collettività, arginando le disuguaglianze alimentate dalla precedenti gestioni”. 

Nello specifico, l’iniziativa consentirà di far risparmiare 20 milioni di euro ai cittadini della Regione, traducendosi, spiega Forte, “nella sostanza in tariffe più basse per una risonanza magnetica o una tac (che passa da 61,10 a 41,10 euro); per la fisiokinesiterapia ( prestazione che passa da 51,10 a 46,10 euro); per visite specialistiche ambulatoriali e apa (che andranno dagli attuali 50,10 a 46,10 euro)”.

“La novità che partirà dal prossimo gennaio 2017 sembrava un miraggio: da cittadini ci siamo trascinati questo peso dal 2008, quando il deficit della sanità del Lazio superava 1,6 miliardi. Il risultato è stato un sistema perverso e ingiusto, in cui sommando il ticket regionale e quello nazionale, il conto da pagare era talvolta superiore a quello della prestazione. 

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L’abolizione del ticket ci fa ben sperare per una celere uscita dal commissariamento, così che si potrà tornare ad avere una sanità di eccellenza anche sui territori che oggi mantengono fede al proprio ruolo di presidio della salute grazie agli sforzi di tutti i professionisti impegnati. Auspichiamo - conclude Forte - che si possa tornare ad investire su nuove strutture ospedaliere, e qui penso al capoluogo pontino, rafforzando le province e garantendo a tutti i cittadini, ma in particolare alle fasce più deboli, il diritto alla salute”.

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