Sanità, sblocco assunzioni: ora si apre una nuova stagione

Interviene il presidente della commissione regionale Giuseppe Simeone: "Arriva lo sblocco del tetto di spesa, che prima blindava l’ingresso di nuovo personale nel comparto sanitario"

Un passo avanti importanti per lo sblocco delle assunzioni. Sul tema della sanità interviene il consigliere regionale di FI Giuseppe Simeone, presidente della commissione regioale.  “Considero positivo - spiega - il via libera allo sblocco del tetto di spesa, che blindava l’ingresso di nuovo personale nel comparto sanitario. Ci auguriamo che possa così iniziare la stagione delle assunzioni nel Lazio. La norma che ha avuto l’ok della Conferenza delle Regioni consentirà di fatto di superare il blocco del turnover per il personale del servizio sanitario nazionale".

"Nel Lazio dal 2001 al 2016 si sono persi oltre 10.000 posti di lavoro nel comparto sanitario. - aggiunge Simeone - Occorre aggiungere che 2.500 circa sono state le uscite tra il 2016 e il 2018 e altri 7.500 sono destinati alla pensione nel quinquennio 2018-2023. Dopo il lungo periodo caratterizzato dal blocco del turn over e l’introduzione di quota 100 si accentuerà ulteriormente il problema legato all’uscita di personale del comparto, andando a creare ulteriori disagi ad una sanità laziale in grande affanno, per non dire vicina al collasso. È fondamentale procedere ad uno sforzo straordinario per sbloccare concorsi, procedere alle stabilizzazioni, investire maggiori risorse e accelerare i processi. Servono misure urgenti per adeguare il personale e rendere i reparti pienamente funzionanti. Da anni va avanti una situazione insostenibile per una parte consistente del personale ospedaliero di tutte le Asl del Lazio. Tante le professionalità che hanno dovuto fare sacrifici per colmare i tanti gap esistenti nella sanità, garantendo l'erogazione di prestazioni fondamentali di assistenza ai nostri cittadini. In troppi chiedono ancora risposte chiare. Mi riferisco in particolare a medici e infermieri ancora precari. Esistono persone che hanno lavorato senza risparmiarsi mai un giorno, tra turni massacranti e i limiti imposti dalle carenze insite purtroppo nella sanità del Lazio, che meritano di avere accesso al proprio futuro dopo anni di incertezze”.

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