Scala abusiva nel cuore di Sabaudia, Legambiente: “Comune l'abbatta”

Sentenza del Tar di Roma sul ricorso di Rosa Di Maio. Per Legambiente si tratta di "una vittoria senza mezzi termini per la legalità e la giustizia, la cultura e la bellezza della città"

“La scala in ferro edificata nella piazza del Comune di Sabaudia è abusiva e come tale va demolita".

E' perentorio il commento di Legambiente alla recente sentenza del Tar di Roma sul ricorso presentato e perso da Rosa Di Maio in qualità di rappresentante della società DMS e RAF, contro l’Ordinanza del Comune di Sabaudia con la quale nel dicembre 2000 era stato stabilito l’abbattimento della nota scala edificata in piazza del Comune”.

Ed è soddisfatta, quindi, Legambiente Lazio di quanto deciso; i giudici, infatti parlano chiaro e stabiliscono che “anche qualora intercorra un lungo periodo di tempo tra la realizzazione dell'opera abusiva e il provvedimento sanzionatorio (…) deve infatti ritenersi che la lunga durata nel tempo dell'opera priva del necessario titolo edilizio ne rafforza il carattere abusivo il che preserva il potere-dovere dell'amministrazione di intervenire nell'esercizio dei suoi poteri sanzionatorio”.

Secondo Legambiente si tratta di una nuova vittoria senza mezzi termini per la legalità e la giustizia, la cultura e la bellezza della quale Sabaudia è ancora autorevole espressione; e proprio per questo, forte della sentenza, la stessa Legambiente torna a chiedere al Comune di Sabaudia “che quel mostro orrendo di ferro e cemento venga immediatamente demolito, riportando il patrimonio urbanistico della città agli onori che merita”.

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Quella della scala di Sabaudia viene, quindi colta da Legambiente come spunto per fare un analisi sul fenomeno dell’abuso non solo nella provincia di Latina ma in particolare nei territori del Parco; “ricordiamo le 3.500 domande di condono che giacciono tra San Felice e Sabaudia, dopo i condoni del 1985, 1994 e 2003, per abusi che riguardano il Parco del Circeo, area vincolata dove questi abusi sono del tutto insanabili. Un volume fuorilegge che, secondo le stime sarebbe di circa un milione e duecentomila metri cubi, divisi tra il mezzo milione concentrato a Sabaudia e i circa 690mila a San Felice”.

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