Castelforte, incendio mortale: “sia operativa la sede dei vigili del fuoco”

Il presidente della Provincia Cusani al ministro Cancellieri all'indomani dell'incendio in cui ha perso la vita Michelina Ciorra: "Diventi operativo il distaccamento dei vigili del fuoco di Castelforte"

Una tragedia che si poteva evitare? Questo l’interrogativo che ruota intorno al dramma che la scorsa settimana si è compiuto a Castelforte quando Michelina Ciorra ha perso la vita a causa delle esalazioni di fumo dovute all’incendio divampato nella sua abitazione in via Fusco.

Il luogo del rogo dista solo due chilometri dalla sede di Rio Grande-Via delle Terme del distaccamento vigili del fuoco chiuso da alcune settimane, una distanza che con un’autobotte poteva esser coperta con 5 minuti di viaggio. Ma di notte o all’alba, i soccorsi possono arrivare solo dalla sede di Gaeta e non prima di 45 minuti.

“Quella di Michelina Ciorra è una morte che pesa e non può passare sotto silenzio perché se le istituzioni non affrontano il problema per risolverlo in modo radicale (operatività h24 del distaccamento di Castelforte), sarà difficile compiere interventi di soccorso con tempi così ampi quando per essere efficaci, la squadra dei VV.F. deve raggiungere il luogo entro venti minuti” spiegano dalla Provincia di Latina.

E sono dello stesso avviso i sindaci di Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Minturno e Spigno Saturnia; lo ha sottolineato il segretario provinciale della Cgil-Vigili del Fuoco, Carmine Di Febbraro, e lo ribadisce al ministro dell’Interno, Prefetto Anna Maria Cancellieri, il presidente della Provincia Armando Cusani in una lettera partecipata al comandante provinciale dei vigili del fuoco Cristina D’Angelo, al direttore regionale del Corpo, Domenico Riccio.

LA LETTERA DI CUSANI

Era il 2 agosto 1996 - scrive Cusani - quando, presente il Suo Capo di Gabinetto ed allora Prefetto della Provincia di Latina, dottor Giuseppe Procaccini venne inaugurata la sede di Rio Grande-via delle Terme dopo un’opera di restauro a costo zero posta in essere dalla Provincia di Latina, impiegando una squadra di LSU ed i materiali messi a disposizione da 42 aziende operanti sul territorio pontino.
Contestualmente – ricorda Cusani - era stata conclusa una intensa attività di coordinamento di Comuni, Comunità Montane, Organizzazioni Imprenditoriali (Confindustria e FederLazio), ecc. che insieme alla Provincia e al Comune di Castelforte chiesero ed ottennero il Decreto per l’istituzione di un Distaccamento permanente h24 firmato dal Sottosegretario all’Interno On. Fabio Caramazza: secondo le assicurazioni espresse proprio il giorno dell’inaugurazione dall’allora Direttore Generale del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, Prefetto Corbo, il distaccamento sarebbe diventato operativo dal 1999 con l’assunzione di nuovo personale anche a fronte della consegna del progetto definitivo per l’ampliamento della sede al Comando Provinciale VV.F. di Latina.
Cosi non è stato. Negli anni seguenti, l’arrivo dell’Ing. Luigi Abate alla Direzione Regionale del Corpo dei VV.F. permise di rendere operativo il Distaccamento almeno nelle ore diurne con un forte contributo da parte della Regione Lazio e i risultati sono stati sempre straordinari sul piano della tempestività e dell’efficacia degli interventi in un’area a cavallo di tre province (Latina, Frosinone e Caserta) che, con una centrale nucleare in dismissione, alberghi e stabilimenti termali, stabilimenti balneari, industrie, scuole di vario livello, attività commerciali importanti ecc., è a forte rischio ma che risultata raggiungibile dalla sede di Rio Grande-Via delle Terme in 15-20 minuti contro i 40-45 che si impiegano da Gaeta come è stato nel luttuoso caso di ieri con mezzi oggettivamente pesanti (autobotti, campagnole, ecc.).
Il distaccamento di Castelforte ha chiuso mestamente la propria attività con una media di 600 interventi l’anno e tra questi, una infinità di azioni di soccorso anche complesse che hanno permesso di salvare famiglie, evacuare scuole con centinaia di alunni minacciati dal fuoco, ecc.:

Risolvere questo problema – conclude il presidente della Provincia- significa dare sicurezza ad un comprensorio vastissimo e, nella consapevolezza del difficile momento economico che viviamo, esprimo l’attesa dell’Ente e dei cittadini del sud pontino perché questa vicenda si possa risolvere con un programma teso a migliorare nell’immediato la situazione strutturale dell’attuale sede, nel tempo con l’ampliamento o la costruzione di una nuova caserma poco lontano dall’attuale: nella direzione indicata, la Provincia di Latina è disponibile a collaborare”.

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