Striscia la Notizia condannata a risarcire Zaccheo: i sottotitoli del video ritenuti falsi

I fatti risalgono al 2010 quando andò in onda un video che riportava la frase incriminate rivolta a Renata Polverini: "Ricordati delle mie figlie"

"Una sentenza che mi ripaga solo in parte delle amarezze e delle calunnie subite. Mai ho chiesto favori per me o le mie figlie. Ho sempre lavorato per il bene della città e della comunità". Sono le parole dell'ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo dopo la sentenza che ha condannato Striscia la Notizia a risarcire l'ex primo cittadino del capoluogo per aver diffuso un video e aver riportato una frase rivolta a Renata Polverini, a quanto pare ritenuta falsa, che suscitò particolare clamore: "Ricordati delle mie figlie". Il caso risale al 2010. 

"Esprimo soddisfazione - ha dichiarato Zaccheo - per la sentenza che condanna di RTI-Reti Televisive Italiane al risarcimento danni nei miei confronti per il video falso di Striscia La Notizia in cui veniva sottotitolata una frase in cui raccomandavo le mie figlie che, come dimostrato dal perito del Tribunale, in realtà non ho mai pronunciato. La sentenza del Tribunale di Roma ha accertato dunque il carattere diffamatorio nei miei confronti di quel filmato, chiarendo definitivamente che nella mia funzione di primo cittadino non ho chiesto favori per i miei familiari e in particolare per le mie figlie. Al contrario posso affermare invece di aver sempre lavorato per il bene della nostra città e della nostra comunità. Purtroppo questa vicenda, oltre a procurarmi grande amarezza personale, mi ha toccato nella sfera familiare e politica, causando a me e ai miei cari sofferenze, calunnie e attacchi del tutto fuori luogo. Al tempo stesso mi ha costretto ad abbandonare il mio impegno in politica al servizio della nostra comunità, portando anche alla caduta di un'amministrazione comunale sulla base di un pregiudizio nei miei confronti creato ad arte da una vicenda mediatica che, come si è dimostrato, era del tutto errata".

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"Oggi considero questa sentenza - aggiunge - un primo parziale risarcimento nei miei confronti e nei confronti della mia famiglia, che ha enormemente sofferto e che è stata pesantemente scossa da questa vicenda. Infine voglio sottolineare come per 10 anni io e la mia famiglia abbiamo atteso che un giudice terzo e imparziale ripristinasse la verità dei fatti, ma ora che è successo non sentiamo la gratificazione che ci attendevamo, perché alla fine di tutto ciò che resta è il terrore e l’incredulità di quanto sia stato facile additarci alla pubblica gogna. Spero che questa vicenda possa essere da monito ad una maggiore riflessione e pacatezza di giudizi e di toni nella vita quotidiana così come, e forse di più, nella vita “social”. La mia gratitudine va alla mia famiglia, ai tanti amici e a quella comunità cittadina di donne e di uomini che ho avuto l'onore di guidare e che non mi hanno mai fatto mancare solidarietà, sostegno e affetto. In queste ore sto ricevendo attestati di vicinanza e di solidarietà da tanti sindaci ed ex amministratori, così come da tanti parlamentari ed ex colleghi deputati che ringrazio per l'affetto e la stima nei miei confronti che non è mai venuta meno". 

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