Senzatetto, Sciaudone: “Con ripari di fortuna nel freddo della notte”

Sopralluogo del gruppo di Sinistra per Latina: circa 15 i clochard tra via dei Romani e via Rossetti: "A Latina mancano il dormitorio invernale e un magazzino di vestiario usato per i poveri"

“Ieri notte un nostro sopralluogo ha consentito di verificare la presenza di circa quindici senzatetto che dormono in ripari di fortuna tra via dei Romani e via Rossetti a Latina. Si tratta di immigrati privi di alcun mezzo di sostentamento, alcuni di loro sono chiaramente malati e la loro esposizione al freddo notturno di questo periodo potrebbe risultare fatale”.

Questo il racconto di Sergio Sciaudone di “Sinistra per Latina” che ancora una volta non ha mancato di manifestare la sua solidarietà e l’interesse nei confronti dei numerosi senzatetto che popolano il capoluogo pontino, e più volte intervenuto anche sulla questione del dormitorio.

“In prevalenza si tratta di alcolisti, ma tra loro vi sono anche persone con malattie psichiatriche – prosegue Sciaudone -. Alcuni sono presenti a Latina da diversi anni, altri sono arrivati negli ultimi mesi. Non si tratta di un monitoraggio generale dei senzatetto ma dei risultati del sopralluogo in una zona tradizionalmente abitata da disperati. Altri senzatetto sono presenti in vari luoghi della città e della provincia”.

L’attenzione dell’esponente di Sinistra per Latina si sposta poi sul piano organizzativo dell’emergenza senzatetto; “non mancano solo i servizi di assistenza e di solidarietà, ma anche un monitoraggio puntuale e preciso della presenza dei senzatetto sul territorio (pure previsto dalla normativa vigente). E' bene dire che in mancanza di un dormitorio invernale queste persone sono tutte a forte rischio”. 

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Come racconta Sciaudone, infatti, si sono attrezzati alle meglio, su giacigli di cartone sotto tetti di lamiera o legno ricoperto da nylon. “Alcuni dicono che, in attesa di un dormitorio, avrebbero necessità di un buon cappotto e qualche coperta, riaprendo così il tema della mancanza, a Latina, di un magazzino di vestiario usato per i poveri. Un servizio esistente fino al 2009, ma poi chiuso – conclude -. Un tema sul quale cerchiamo, inascoltati, di richiamare l'attenzione oramai da qualche anno. Quanto al dormitorio invernale, cosa si aspetta per aprirlo, che venga trovato il primo morto per freddo?”

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