Servizi sociali, la gara è salva: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

La sentenza di secondo grado dei giudici amministrativi mette fine alla vicenda relativa all'aggiudicazione della gara del primo lotto dei servizi

Arriva la parola del Consiglio di Stato a chiudere la vicenda relativa all'appalto per la gestione del lotto numero 1 dei servizi sociali del Comune di Latina e al ricorso contro l'aggiudicazione. La sentenza è stata emessa ieri e sancisce la legittimità dell'aggiudicazione del servizio socio assistenziale, rivolto a minori anziani e disabili, alla cooperativa Osa

Il Collegio del Consiglio di Stato, presieduto da Marco Lipari, ha quindi ribaltato la sentenza del Tar sul ricorso presentato dalla cooperativa Universiis in cui i giudici amministrativi riscontravano delle illogicità nel criterio di valutazione qualitativo seguito dalla commissione esaminatrice nell’aggiudicazione del primo lotto dell’appalto.

I giudici di secondo grado a cui si sono rivolti il Comune e Osa sostengono invece che la natura qualitativa del criterio di selezione usato dalla commissione è espressa chiaramente e risulta specificamente indicata nel disciplinare di gara. “Ne discende, con una evidenza tale da non ammettere margini interpretativi - si legge nel testo della sentenza - che l’Amministrazione non era vincolata al numero di ore dedicate al progetto formativo, essendo essa - al contrario e in forza della legge di gara - chiamata a svolgere una valutazione complessiva dell’offerta sotto il suo profilo qualitativo”. I giudici reputano “irrilevanti” le controdeduzioni sollevate dalla Universiis, il criterio adottato “del tutto palese essendo indicato nella legge di gara” […] “né illogico né irrazionale” in quanto chiaramente indirizzato a garantire la maggiore qualità del servizio. La sentenza del Consiglio di Stato si conclude riconoscendo la fondatezza dell’appello del Comune e della cooperativa Osa e condannando l’Universiis al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio.

"Siamo felici per questo esito come eravamo sicuri fin da primo istante di avere lavorato con rigore e metodo, senza alcuna disattenzione, rispettando per due anni le scadenze, evitando interruzioni del servizio e ripercussioni negative sull’utenza e sul personale. Ora possiamo finalmente lavorare alla riprogrammazione del servizio", è il commento al pronunciamento dell’assessora alle Politiche di Welfare Patrizia Ciccarelli.

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