“Settant’anni senza lavoro”, il libro di Andrea Giansanti sulla disoccupazione in Italia

Il saggio, che ripercorre la storia della disoccupazione in Italia dal secondo dopoguerra sino ai recenti provvedimenti in materia di lavoro, sarà presentato il 22 ottobre presso la libreria Feltrinelli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Mercoledì 22 ottobre alle ore 18,30, presso la libreria Feltrinelli in via Diaz a Latina si terrà la presentazione del libro “Settant’anni senza lavoro”, saggio di Andrea Giansanti sulla storia della disoccupazione in Italia dal secondo dopoguerra sino ai recenti provvedimenti in materia di lavoro, con la riforma Fornero e il Jobs Act del governo Renzi.

Il giornalista Pietro Antonelli, già direttore del Settimanale di Latina e di altre testate storiche della provincia, dialogherà sull’autore per evidenziare i contenuti del lavoro svolto.

“Per valutare appieno le dinamiche occupazionali e le modalità di azione – spiega Giansanti – ritengo sia necessaria una panoramica su quanto è accaduto in passato, valutando l’incidenza delle politiche adottate nel corso degli ultimi sette decenni per fronteggiare la perdita di competitività del sistema Italia e l’incidenza sulle occasioni di lavoro”.

Il saggio, pubblicato dalla casa editrice Lampi di Stampa, si sviluppa sulla base dei fatti storici che hanno avuto incidenza sull’andamento della disoccupazione, e sui dati statistici rilevati dall’Istat.

Lo studio è suddiviso nelle quattro fasi dei due cicli economici del dopoguerra. La prima parte va dal 1945 al 1970, in cui l’economia registrò una fase di crescita grazie all’aumento della produzione e degli scambi, all’ammodernamento delle strutture produttive e all’affermazione del capitalismo tecnocratico.

Il secondo capitolo tratta del periodo 1971-1982, in cui prendono il sopravvento i lati oscuri emersi nella fase precedente: l’inflazione spesso si trasforma in iperinflazione, si registra un aumento del costo dei prodotti energetici e delle materie prime, con il calo del prodotto interno lordo.

Nel terzo capitolo si fa il punto sugli anni tra il 1983 e il 1990, momento di crescita del secondo ciclo, caratterizzato dall’innovazione tecnologica, dalle aperture dei sistemi economici internazionali, dall’ottimizzazione delle tecniche produttive anche per merito della diffusione dell’informatica.

Infine, la valutazione del periodo tra il 1991 e i giorni nostri, con l’inversione di tendenza determinata dalla prima Guerra del golfo, a cui seguirà l’attentato alle Torri gemelle, la seconda Guerra del golfo e l’avvio della crisi finanziaria internazionale del 2007 che si protrae fino ad
oggi.

“Sulla base dei dati Istat e degli studi effettuati nei diversi momenti storici - prosegue l’autore – sono stati considerati e contestualizzati alcuni fenomeni che hanno contraddistinto ciascun periodo storico, come la ricostruzione del dopoguerra, il problema della disoccupazione femminile e giovanile, la questione occupazionale nel Mezzogiorno e l’emigrazione per trovare lavoro, dal Sud al Nord Italia oppure verso i Paesi esteri, l’andamento del costo del lavoro, la migrazione degli occupati dall'agricoltura all'industria. La struttura dell’occupazione, nel corso degli ultimi settant’anni, è mutata nei suoi caratteri e nella sua natura, come risultato di una serie di processi sociali ed economici, a cominciare dall’evoluzione degli assetti famigliari e del mercato del lavoro. Nel 1948 il rapporto tra il totale degli occupati e la popolazione italiana era del 40,9 per cento, oggi si è ridotto di tre punti percentuali. Sono aumentati i lavoratori, ma è aumentata ancor di più la popolazione”.

Numeri che, da soli, non bastano a spiegare i cambiamenti avvenuti nel lasso di tempo che intercorre tra le due fotografie. “Settant’anni senza lavoro” approfondisce le ragioni dei mutamenti e le condizioni che li hanno determinati.

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