Blitz all’ex Enotria, sgomberato lo stabile abbandonato di Aprilia

Identificate 52 persone di etnia rom che nella struttura sulla Nettunense avevano creato alloggi di fortuna. Il sindaco f.f. Terra: "Ora è necessario vigilare per evitare nuove occupazioni abusive del sito"

Eseguito oggi lo sgombero del complesso “ex Enotria” ad Aprilia sulla via Nettunense.

Le operazioni  - arrivate al termine di una serie di precedenti incontri interistituzionali durante i quali ne sono stati definiti i dettagli - , hanno visto impiegati circa trenta automezzi delle forze di ordine e volontari – tra di polizia di stato, reparto territoriale dell’Arma dei Carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, Asl, Croce Rossa, Associazione Nazionale Carabinieri, Alfa, Cb Rondine, nonché i tecnici comunali dei settori Servizi Sociali e Servizi Tecnologici e il personale della Multiservizi e della Progetto Ambiente – e sono iniziate nelle prime ore della mattinata di oggi.

All’interno dello stabile abbandonato sono state identificate 52 persone di etnia rom (17 donne, 19 uomini, 16 minori tra cui uno in fasce) che all’interno della struttura avevano creato degli alloggi di fortuna.

Allestito anche in viale Europa un punto di primo soccorso e accoglienza nel quale gli occupanti abusivi sono stati trasferiti e sottoposti alle visite sanitarie del caso; l’amministrazione stessa, infatti, ha fatto anche sapere di essere è intenzionata a garantire un ricovero temporaneo in particolare agli occupanti con al seguito minori scolarizzati.

Le operazioni di sgombero sono state seguite anche dal sindaco f.f. Antonio Terra dall’assessore agli Affari Generali Luigi Bonadonna che hanno effettuato un sopralluogo sia all’ex Enotria che all’Autoparco comunale di viale Europa.

Intanto nel corso delle prossime ore continueranno le operazioni di messa in sicurezza dell’intero complesso edilizio. “All’ex Enotria – ha commentato il Sindaco f.f. Antonio Terra – sussisteva una condizione igienico-sanitaria insalubre che, con l’inagibilità dello stesso sito posto sotto sequestro, ha evidentemente determinato la scelta della Prefettura di ritenere non più procrastinabile lo sgombero. Ora è necessario vigilare affinché si evitino possibili nuove occupazioni abusive del sito stesso”.

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