Carceri, emergenza sovraffollamento. Il doppio dei detenuti a Latina

Ad accendere nuovamente i riflettori sulla situazione delle carceri della regione il Fns Cisl Lazio. La casa circondariale d via Aspromonte tra quelli che soffrono di più: 149 i detenuti presenti a fronte dei 76 previsti

Il carcer di via Aspromonte a Latina

Continua a preoccupare la situazione delle carceri della regione: ad accendere nuovamente i riflettori sul fenomeno del sovraffollamento, di cui da tempo soffre anche la casa circondariale di via Aspromonte a Latina, è ancora una volta Massimo Costantino, segretario generale aggiunto Fns Cisl Lazio.

Secondo il dato del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) i reclusi presenti nei 14 istituti del  Lazio risultano essere alla data odierna 5.786 (672 in più rispetto ai 5.114 posti disponibili) di cui 412 donne e 5.374 uomini.

Gli istituti che soffrono maggiormente il sovraffollamento, illustra Costantino, oltre a Latina dove ci sono 73 detenuti in più (in totale 149 sui 76 previsti), anche Cassino - detenuti regolamentare previsti 203, presenti 213 (+10); Civitavecchia - detenuti regolamentare previsti 344, presenti 456 (+112); Frosinone - detenuti regolamentare previsti 310, presenti 492(+182); CCF Rebibbia - detenuti regolamentare previsti 263, presenti 351 (+88); NC Rebibbia - detenuti regolamentare previsti 1.235 presenti 1.525 (+290); Regina Coeli - detenuti regolamentare previsti 642, presenti 918 (+276); Velletri - detenuti regolamentare previsti 408, presenti 539 (+131).

Le problematiche che investono gli istituti di pena sono estremamente critiche - continua Costantino -. Il ministro Orlando si dimentica delle questioni che riguardano il personale della polizia penitenziaria e della dirigenza.

Per la Fns Cisl Lazio la condizione del personale ed il malessere in tutte le sedi di servizio non può essere trascurato dal Governo ed in particolare dal ministro Orlando: è grave e superficiale immaginare che gestione delle carceri possa essere fatta senza misure volte a migliorare il benessere del personale che sinora in silenzio ha lavorato in condizioni proibitive ed in turni massacranti senza avere la speranza di un cambiamento ed un miglioramento complessivo delle proprie condizioni.

Non è accettabile - conclude - che la politica guardi solo alle problematiche certamente reali e delicate dei detenuti e trascuri chi opera con abnegazione e sacrificio per garantire un livello possibile di servizio di sicurezza nelle carceri italiane”.

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