Sovraffollamento carceri del Lazio: preoccupano i numeri dell’istituto di Latina

Nella casa circondariale di via Aspromonte quasi 50 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. I dati diffusi dalla Fns Cisl Lazio

Preoccupano anche i dati della casa circondariale di Latina dove ci sono quasi 50 detenuti in più rispetto alla regolamentare capienza prevista. A tracciare il nuovo quadro del sovraffollamento degli istituti penitenziari della regione è la Fns Cisl Lazio. 

Sono 1.046 i detenuti in più nelle 14 carceri del Lazio considerato che, alla data del 31 marzo scorso, risultano reclusi in 6.303 rispetto ad una capienza regolamentare prevista di 5.257 detenuti.  

“Il dato più preoccupante del sovraffollamento - si legge nella nota - è negli istituti di CC Regina Coeli (+366), Velletri (+122), CC Latina (+ 48) e Viterbo (+175). Sovraffollamento che si registra anche negli istituti CC Cassino  (+72), CC Frosinone (+89), NC Civitavecchia ( +96), CCF Rebibbia ( +46), NC Rebibbia ( + 293), NC Rieti( +82)”.

Altro problema che si affianca a quello del sovraffollamento, “dovuta ad una riforma fallimentare del governo”, prosegue il sindacato è quello degli “innumerevoli eventi critici nei confronti del personale tra i quali quelle delle aggressioni. Aggressioni nei confronti del personale dovute alla chiusura degli OPG - ospedali psichiatrici giudiziari - in ambito nazionale che hanno scaturito che detenuti con problemi psichiatrici siano stati ubicati in sezioni di osservazione psichiatrica. Se il personale di Polizia Penitenziaria da un lato non è stato messo nelle condizioni di poter essere formato, dobbiamo segnalare che le varie istituzioni interessate al problema non sono riuscite ad offrire un servizio efficace; attualmente il controllo sanitario nei confronti dei detenuti  psichiatrici risulta sottodimensionato rispetto alle esigenze effettive di richiesta dei detenuti con detti  problemi.

Sulle aggressioni del personale proprio da Roma, nello specifico davanti al carcere trasteverino di Regina Colei, ha avuto inizio la prima delle tante manifestazioni che seguiranno, al fine di rendere pubblico a tutti quali sono le condizioni in cui deve lavorare il personale di Polizia Penitenziaria” conclude il sindacato.

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