Spari contro la ex moglie. Davanti al gip: "volevo solo spaventarla"

Interrogato questa mattina l'operaio di Sonnino che quattro giorni fa aveva aperto il fuoco contro la sua ex e il padre di lei. Arresto convalidato, resta in carcere

Era partito da Sonnino per raggiungere Nettuno con l'intento di rintracciare la sua ex moglie e forse vendicarsi, non essendosi rassegnato alla fine del loro matrimonio. Solo per miracolo la vicenda che si è consumata nei pressi della stazione ferroviaria, in località Padiglione, non si è trasformata in tragedia. Questa mattina il 50enne, operaio, che quattro giorni fa ha esploso un colpo di fucile contro la donna e l'ex suocero è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli, fornendo una sua versione dei fatti.

"Non volevo fare del male a nessuno - ha spiegato l'uomo - volevo solo spaventarla ma poi mi è partito un colpo". Una ricostruzione che di certo non ha convinto il gip che ha convalidato l'arresto e lo ha lasciato in carcere.

Il 50enne si è così difeso da un'accusa pensate, quella di duplice tentato omicidio: secondo la ricostruzione della polizia di Nettuno, quello di sabato non sarebbe stato il primo litigio tra i due. Numerose le telefonate con tono intimidatorio ricevute dalla donna, una 49enne che vive a Nettuno insieme alla sua famiglia.

Quel giorno il 50enne aveva raggiunto il quartiere Padiglione, era sceso dall’auto imbracciando un fucile e puntandolo contro i due. Il padre della donna, un 68enne, col suo corpo aveva difeso quello della figlia, per evitare che la centrasse in pieno. Ma erano rimasti entrambi feriti, lui in maniera più seria.  

Il 50enne era stato rintracciato dopo alcune ore a Sonnino in località Sant'Antonio. 

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