Spari al bracciante indiano, identificati gli autori: sono quattro giovani di Terracina

Concluse le indagini dei carabinieri sul ferimento del migrante 41enne avvenuto il 19 agosto scorso

Sono stati identificati gli autori degli spari con un fucile a piombini che hanno ferito un bracciante indiano di 41 anni a Terracina. Si tratta di quattro giovanissimi ragazzi di Terracina che si sono armati di un fucile da softair di libera vendita e hanno sparato dopo aver caricato l'arma con pallini in alluminio. Ancora da accertare il movente che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri non sarebbe collegato a motivi razziali, etnici o religiosi.

Il commento del sindaco Nicola Procaccini

capitano margherita anzini-2

Tra le ipotesi che vengono contestate al gruppo di giovani, lesioni personali aggravate, esplosioni pericolose e porto d'armi e oggetti atti ad offendere. Il fucile, una riproduzione fedele di un'arma da guerra, è stato sequestrato. Ulteriori dettagli dell'operazione nel corso della giornata.

I quattro, tre ragazzi di cui uno minorenne e una ragazza, sono stati identificati grazie a un complesso lavoro di squadra dei militari del'Arma di Terracina guidati dal capitano Margherita Anzini. I carabinieri hanno raccolto i filmati di tutte le videocamere di sorveglianza, anche private, presenti nella zona in cui è avvenuto il fatto e hanno isolato i fotogrammi di un'auto, una Matiz Chevrolet. Nelle ore successive i carabinieri della stazione di Terracina hanno poi fermato tutte le auto di questo modello, isolando quelle che avevano le caratteristiche individuate nel filmato e andando per esclusione sono arrivati al giovane che utilizzava quella vettura. In casa è stata ritrovata l'arma e una scatola di pallini. Poi, sono stati rintracciati gli altri quattro componenti del gruppo. Due dei giovani denunciati avevano precedenti per furto, la ragazza aveva invece precedenti per lesioni ed estorsione. 

I militari precisano però che si tratta di ragazzi provenienti da famiglie normali, uno dei quali ancora studente. Il gesto al momento non sembra legato a motivi razziali. "E' un fatto gravissimo - ha spiegato in conferenza stampa il tenente colonnello Pietro Dimiccoli - che peserà sul futuro di questi ragazzi, che forse non hanno ben compreso la gravità delle conseguenze". L'invito dell'Arma è a denunciare altri casi simili.

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