Spari ad al Karama, 40enne arrestato dopo la “spedizione punitiva” nel campo nomadi

L'uomo ieri sera fa irruzione nel campo di Bainsizza esplodendo due colpi contro una baracca, poi fugge ferito. Arresto lampo della polizia. Niglio: "Importanti tempestività dell'intervento collaborazione degli abitanti del centro"

Arresto lampo della polizia che ha fatto scattare le manette ai polsi di un pluripregiudicato di 40 anni - M.G. - che ieri sera ha fatto irruzione nel campo Al Karma esplodendo dei colpi di pistola. La brillante operazione, che già nella serata di ieri sera ha permesso di chiudere il cerchio intorno a quanto accaduto all’interno del centro di Borgo Bainsizza, ha visto la brillante collaborazione degli uomini della Squadra Mobile guidati dal vice questore aggiunto Tommaso Niglio, e quelli della Volante diretti dalla dottoressa Angela Leone.

I FATTI - Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo nella serata di ieri si è recato all’interno del campo Al Karama esplodendo due colpi di arma da fuoco contro una baracca - uno è finito sul tetto dello stabile all'interno del quale si trovavano sei o sette persone, scongiurando una vera e propria tragedia -. Arma, una beretta 7,65 con matricola abrasa, rinvenuta nell’immediato sul posto, mentre del 40enne non se ne avevano tracce: era fuggito subito dopo la sua irruzione nel centro e dopo essersi accorto della ferita da arma da fuoco che aveva alla gamba. L’uomo è stato rintracciato, però, poco dopo in ospedale, dove si sarebbe recato da solo, e arrestato dalla polizia di concerto con il sostituto procuratore Daria Monsurrò.

LA RICOSTRUZIONE E LE OPPOSTE TESTIMONIANZE - Giunti immediatamente sul posto, dopo l’allarme lanciato al 113 da parte di alcuni degli abitanti del campo, gli uomini della Volante hanno subito iniziato a raccogliere le testimonianze di quanti avevano visto quanto accaduto.

Secondo quanto raccontato dagli ospiti del centro, il 40enne, in evidente stato di alterazione - da stupefacenti o da alcol - sarebbe entrato all’interno della baracca asserendo di cercare un una persona con cui aveva avuto un incidente stradale. Di fronte alla risposta degli altri abitanti circa la non presenza della persona al momento nel centro, il 40enne ha esploso due colpi prendendo in ostaggio anche una persona e, rendendosi poi conto di essersi ferito con la stessa pistola, ha abbandonato la pistola, insieme ad un giubbotto, scappando via e recandosi in ospedale dove dopo l'arresto è rimasto piantonato dalla polizia - non si esclude il suo trasferimento in carcere già nel pomeriggio di oggi -.. 

Diversa la dichiarazione del 40enne che ha invece raccontato alla polizia di essere entrato nel campo mentre seguiva due nomadi che, a suo dire, avevano appena rubato due taniche di gasolio, comunque non rinvenute, per poi essere aggredito all’interno del campo da alcune persone che gli avevano sparato. Una versione definita paradossale dagli inquirenti che hanno comunque disposto degli accertamenti scientifici per dirimere anche questa questione, tra cui alcune verifiche sull’arma con prelievi di impronte latenti e Dna che sono stati disposti, e lo sub a cui è stato sottoposto lo stesso 40enne.

LA TEMPESTIVITA’ D’INTERVENTO - Elemento importante per arrivare all'arresto, come sottolineato questa mattina durante una conferenza stampa in Questura dal dottor Niglio, si è rivelata la tempestività d’intervento della Squadra Volante e il lavoro svolto nel corso dell'immediato sopralluogo che ha poi permesso alla Mobile di avviare le indagini. “Di per sé quanto successo ieri sera è un fatto che nasce e muore in questo contesto, ma importante è stato il dispositivo messo in atto perché ha consentito di evitare che vi fossero altri problemi per le persone che vivono all’interno del campo”.

LA COLLABORAZIONE - Altro elemento fondamentale, come ha sottolineato Niglio durante la conferenza, anche “l’estrema collaborazione da parte dei residenti del campo i quali non hanno lesinato di dichiarare quanto avvenuto senza nessun timore. E’ stato proprio grazie alle testimonianze raccolte - sei persone sono state prese a verbale - che è stato possibile ricostruire i fatti e arrivare all’arresto, indipendentemente dagli elementi oggettivi raccolti”. 

INDAGINI IN CORSO - Ci sono però alcuni punti ancora da accertare e su cui sono ancora in corso le indagini, tra cui l’incidente a cui hanno fatto riferimento i testimoni che avrebbe causato l’irruzione del 40enne nel centro. Da chiarire, poi, anche come il 40enne sia arrivato, con una ferita alla gamba causata da uno dei proiettili esplosi, in ospedale: la sua auto, infatti, la Nissan Micra, con cui era giunto al campo, è stata rinvenuta nella serata di ieri nei pressi dello stesso centro Al Karama ed ora è stata sequestrata. Indagini sono ora in corso anche per cercare di chiarire il movente che abbia spinto l’uomo a fare irruzione nella serata di ieri nel centro. Mentre accertamenti verranno eseguiti anche sulla pistola: il prelievo delle impronte e l’esame del dna e la verifica se l’arma sia stata o meno utilizzata in altri tipi di reati attraverso la consultazione della banca dati.

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