Sperlonga, convalidato il sequestro della discoteca “Valle Corsari”

Per il giudice del Tribunale di Latina "gli elementi acquisiti durante le indagini mettono in luce la sussistenza dei presupposti del provvedimento"

Convalidato il sequestro preventivo della discoteca Valle Corsari a Sperlonga. I sigilli erano scattati la scorsa settimana. Ora il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, ha convalidato il sequestro preventivo emesso in via d’urgenza a carico del titolare della noto locale.

Nel provvedimento il gip, mantenendo in atto il sequestro delle strutture, ha rimarcato “la ricorrenza dei presupposti di legittimità del provvedimento disposto in via d’urgenza dal dottor Miliano" lo scorso 3 agosto e aggiunto che “gli elementi acquisiti durante le indagini mettono in luce la sussistenza dei presupposti del provvedimento stesso”.

Pochi giorni fa, infatti, all’esito di articolati accertamenti di natura amministrativa disposti dal Questore sin dalla scorsa primavera, gli agenti del Commissariato di Gaeta, di concerto con i responsabili delle articolazioni della Questura, hanno ricostruito, “il mancato rilascio delle prescritte autorizzazioni a favore di Valle Corsari unitamente alla carenza dei requisiti di sicurezza e solidità prescritti dalla legge per i locali di trattenimento e pubblico spettacolo”, spiegano dagli uffici di corso della Repubblica.

Il sostituto procuratore Miliano ha emesso un provvedimento d’urgenza finalizzato “alla tutela dell’incolumità pubblica”, ponendo sotto sequestro le installazioni ed impianti risultati non a norma, consentendo così alla gestione di proseguire nelle attività diverse dai trattenimenti danzanti. Si tratta infatti, come noto, di un complesso turistico comprensivo di stabilimento balneare, bar, ristorante e servizi annessi, parte dei quali ricadenti nell’area della discoteca, ma utilizzati prevalentemente per bagnanti e ristorazione. 

Sono oggetto del provvedimento di sequestro, infatti, solo le “strutture ed impianti strettamente correlate con l’organizzazione dei trattenimenti danzanti". L’ipotesi di reato per la quale si è proceduto è quella di “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e trattenimento”, in relazione ai requisiti di sicurezza principalmente previsti dal TULPS, dal Codice di Prevenzione Incendi e dal D. Lgs. 81/2008 che tutela la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Polizia e Procura durante le indagini, concludono dalla Questura, “hanno contemporaneamente vagliato i due aspetti, quello del possesso del titolo amministrativo e quello degli standard di sicurezza, permettendo, così, al giudice di valutare positivamente gli elementi raccolti ed avallare il lavoro svolto”.

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