Processo Cusani e azioni contro i giornalisti, interrogazione parlamentare al Ministro

I senatori del Pd Astorre e Cirinnà chiedono interventi per tutelare la libertà di stampa. In Tribunale presidio di Stampa Romana e dei cronisti

Sperlonga e la sua amministrazione comunale ancora sotto la luce dei riflettori oggi. Mentre in Tribunale davanti al giudice monocratico Maria Assunta Fosso si sta celebrando la nuova udienza del processo a carico del sindaco Armando Cusani, dell’ex tecnico comunale Antonio Faiola e del progettista Luca Conte chiamati a rispondere di lottizzazione abusiva per il Piano integrato della città a Roma i due senatori del Partito Democratico Bruno Astorre e Monica Cirinnà  hanno depositato una interrogazione al Ministro dell’Interno che ha come oggetto la delibera di Giunta con la quale il primo cittadino ha dato mandato a un legale di avviare un’azione nei confronti di alcune testate giornalistiche colpevoli a suo avviso di avere diffuso i contenuti di un dei carabinieri alcuni ipotetici ingerenze della criminalità organizzata.  

Nell’interrogazione i due parlamentari ricostruiscono quanto accaduto ricordando come in seguito alla divulgazione a mezzo stampa e su alcuni siti locali delle notizie sull’informativa, acquisita al fascicolo del Pubblico Ministero, redatta dal Maggiore del Nucleo Provinciale dei Carabinieri di Latina e inoltrata alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, la Giunta di Sperlonga ha approvato il 9 maggio scorso abbia affidato l’incarico ad un legale finalizzato alla tutela dell’immagine della summenzionata città. “Nella deliberazione – scrivono Astorre e Cirinnà - compare un vero e proprio elenco di tutti i quotidiani nazionali e locali, nonché pagine e siti internet, in cui è stata divulgata la notizia riguardante un’indagine sulla lottizzazione abusiva con riferimento alla realizzazione di un Piano Integrato di Intervento, realizzato mediante l’impiego di fondi di illecita provenienza legati a soggetti collegati in qualche misura con la criminalità organizzata. L’amministrazione ha quindi conferito ad un legale l’incarico di avviare azioni civili”. Al Ministro dell’Interno si chiede dunque se e come intenda intervenire “al fine di garantire la libertà di espressione costituzionalmente garantita, e tutelare il diritto di cronaca”.

Un aspetto per il quale il proprio lavoro proprio questo pomeriggio una folta delegazione di giornalisti, insieme ai rappresentanti di Stampa Romana, ha partecipato all’udienza con una sorta di presidio per ribadire il diritto di svolgere con serenità e senza condizionamenti.

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