Sul palco come attrici, le detenute recitano "La gatta cenerentola"

Le carcerate in scena davanti al presidente Polverini, agli assessori alla Sicurezza e alla Cultura, a Di Giorgi e ai rappresentanti del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria

Le detenute sul palco (foto E. Zanini)

La scorsa settimana avevano recitato davanti ad un pubblico tutto speciale fatto di giovani studenti che avevano potuto ammirarle mentre magistralmente si muovevano sul palco; e oggi hanno replicato per un altrettanto platea d’eccezione.

Sono le detenute della casa circondariale di via Aspromonte a Latina che stamattina hanno messo in scena “La gatta cenerentola”, la favola teatrale di Roberto De Simone realizzata al termine del corso di teatro “Captivae”, organizzato dalla onlus Liberanimus con il finanziamento della Regione Lazio.

Ad assistere alla loro pièce il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, con i suoi assessori alla Sicurezza, Giuseppe Cangemi, e alla Cultura, Fabiana Santini, il capo e il vicecapo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino e Simonetta Matone, il provveditore alle carceri del Lazio, Maria Claudia Di Paolo, e il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi.

Sul palco loro, le sette detenute-attrici del penitenziario pontino che, presentate dal direttore del carcere Nadia Fontana, hanno rappresentato lo spettacolo in stretto dialetto partenopeo interpretando anche i brani musicali dell'opera, ridotta nel laboratorio alla durata di un'ora.

Ma non solo, sono state proprio loro, le carcerate, ad aver anche realizzato i costumi indossati nella messa in scena.

"Il teatro in carcere - ha detto Polverini - è un fatto molto importante. Avevo promesso alle detenute, quando ero venuta a Natale, che sarei tornata a trovarle".

"Avete qualità non comuni. Le nostre carceri cominciano ad avere un elemento in più, e ogni volta che le visito riesco ad apprezzare cosa si riesce a costruire negli istituti per la vita di fuori. Oggi è importante la presenza del capo del Dap e di tutti quelli che si occupano delle carceri nel nostro territorio".

"Il teatro è importante - ha commentato Tamburino - perché fa riflettere su sé stessi e sul rapporto con gli altri, ed è sempre stato considerato una terapia. Mi fa piacere vedere che questa tradizione cresce".

Secondo Matone "sono esperimenti bellissimi, di cui far tesoro quando si esce: vi auguro di costruirvi una carriera diversa da quella che vi siete lasciata alle spalle" ha detto alle detenute.

Soddisfatto il sindaco Di Giorgi: "E' un'iniziativa importante, che ha un senso sociale e di solidarietà: la Regione Lazio sta lavorando molto bene".

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