Tentato omicidio Carmine Ciarelli, chiesti 14 anni e 8 mesi per Fiori

Udienza preliminare ieri durante la quale il pm ha avanzato la richiesta di condanna per il giovane considerato l'autore dell'agguato a Ciarelli. Oggi la sentenza per l'omicidio di Bistecca

Si è svolta ieri presso il tribunale di Latina l’udienza preliminare per il tentato omicidio di Carmine Ciarelli avvenuto il 25 gennaio del 2010. Sul banco degli imputati il giovane Gianfranco Fiori giudicato con il rito abbreviato e considerato il responsabile dell’agguato al Pantanaccio nei confronti del capo della famiglia rom.

Durante la seduta di ieri il pm ha ripercorso tutte le indagini della mobile che portarono all’identificazione di Fiori come presunto autore del tentato omicidio.

Dopo la ricostruzione durata diverse ore, il pubblico ministero ha chiesto 14 anni e 8 mesi per il giovane.

Nel pomeriggio la parola è passata ai legali della parte civile e della difesa; per conoscere la sentenza bisognerà attendere la prossima udienza.

Fiori era stato arrestato nel 2010 dopo che il gip in seguito alle indagini della mobile, aveva emesso un ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti; Fiori aveva poi ottenuto i domiciliari per poi tornare infine in libertà su decisione del tribunale del Riesame dopo l’annullamento con rinvio deciso dalla Corte di Cassazione.

L’agguato a Cirelli aveva aperto la strada a quella che viene definita la “guerra criminale”; il giorno dopo il tentato omicidio del capo del clan, in via Monte Lupone al Gionchetto è stato ucciso Fabio Buonamano, conosciuto come Bistecca.

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Oggi per quell’omicidio è prevista la sentenza nei confronti di Giuseppe Di Silvio detto Romolo per il quale nell’ultima udienza il pm Giancristofaro ha chiesto la massima condanna all’ergastolo. Per lo stesso omicidio è già stato condannato a 20 anni nel processo d’Appello il nipote di Romolo, Costantino Di Silvio detto Patatone.

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