Terracina Ambiente, dieci rinvii a giudizio per il fallimento

A novembre inizierà il processo a consiglieri di amministrazione e componenti del collegio sindacale della società mista

A distanza di otto anni dalla dichiarazione di fallimento sono arrivati i rinvii a giudizio per dieci persone chiamate a rispondere della fine della Terracina Ambiente, società mista per la gestione dei servizi di igiene urbana dichiarata fallita nel dicembre 2011 dal Tribunale di Latina. 

Il processo prenderà il via il 12 novembre prossimo davanti al secondo collegio penale. Ieri, 10 aprile, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castriota sono comparsi Alfonso Cangiano, presidente del Consiglio di amministrazione della società mista creata per la gestione del servizio di igiene urbana di Terracina; i consiglieri di amministrazione Luigi De Stefano e Orlando Bagnariol; il presidente del Cda nominato ad aprile 2009 Umberto D’Alessio e i consiglieri nominati alla stessa data Giuseppe Mosa e Luigi Torre.  

Secondo l’accusa avrebbero provocato o aggravato la situazione di dissesto finanziario della spa proseguendo l'attività di impresa senza osservare gli obblighi di legge, le norme che impongono di adempiere al mandato sociale con la diligenza richiesta, di convocare l’assemblea in caso di perdita del capitale al di sotto del limite legale, l’accertamento della causa di scioglimento e davanti a questa la limitazione dei poteri gestori alla mera conservazione della integrità e del valore del patrimonio sociale. E ancora non avrebbero richiesto la dichiarazione di fallimento. 

Per quanto riguarda invece il presidente del collegio sindacale Pierino Crescenzi e i due sindaci effettivi, Francesco Pariselli e Gabriele Giordano, sono accusati di aver consentito la prosecuzione dell’attività di impresa mentre l’amministratore delegato e consigliere di amministrazione Valerio Bertuccelli deve rispondere di un pagamento di 75mila euro – effettuato il mese successivo alla dichiarazione del fallimento – al socio Unendo spa, in danno degli altri creditori. Terracina Ambiente era stata sottoposta a sequestro, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, che stava indagando su ipotesi di frode e truffa con affidamenti diretti, senza gara, ed emergenze che sarebbero state create appositamente.

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