Terremoto: tragedia in Emilia, paura e preoccupazione anche per Latina

Dopo le violenti scosse in Emilia per Città Nuove è il momento di una riflessione anche sul territorio pontino: "Agire con l'unico sistema che conosciamo per arginare i terremoti, la prevenzione"

La tragedia in Emilia sta sconvolgendo l’intero Paese. Le immagini di intere città rase al suolo, il bilancio di morti, feriti e sfollati che si aggiorna continuamente non può lasciare indifferenti.

Secondo i consiglieri di Città Nuove, Gianni Chiarato e Cesare Bruni, a fronte di quanto sta accadendo in Emilia, è giunto il momento di una seria e profonda riflessione anche per quanto riguarda il territorio pontino.

Nell’ultimo anno si sono registrate numerose scosse che hanno gettato nella paura l’intera popolazione, l'ultima in ordine di tempo quella di venerdì scorso.

“Senza voler creare un allarmismo generale e senza in nessun modo voler strumentalizzare la tragedia che ha colpito numerosi comuni dell‘ Emilia Romagna , crediamo sia necessario prendere dei provvedimenti preventivi contro il fenomeno sismico nel nostro territorio” hanno dichiarato i due consiglieri di Città Nuove.

Non serve a garantire la tranquillità il fatto che Latina e le sue zone limitrofe siano da sempre considerate sicure dal punto di vista sismico e che le carte del rischio nazionale e regionale le rappresentino con una colorazione che indica una bassa pericolosità sismica.

“Il problema però è che queste carte vengono costruite su dati che a volte non possono essere affidabili al cento per cento perché oltre all’analisi del terreno si rifanno anche ai terremoti precedentemente avvenuti , andando in dietro di secoli e facendo quindi una stima approssimativa della frequenza e della magnitudine degli stessi” continuano Chiarato e Bruni.

“Le recenti scosse che abbiamo sentito, con epicentro la zona di Tor Tre Ponti, il fatto che le zone colpite in Emilia Romagna erano come noi considerate a basso rischio sismico deve quindi indurci ad agire con l’unico sistema che conosciamo per arginare i terremoti e cioè la prevenzione”.

“Riteniamo siano necessarie iniziative di prevenzione ed informazione, penso ad esempio all’istituzione di un protocollo di emergenza (prove di evacuazione e comportamenti da tenere durante il sisma) da applicare all’interno degli istituti scolastici oltre alla verifica statica dei plessi. E lo stesso dicasi nei posti di lavoro. Auspichiamo al più presto una regia unica attraverso la conferenza dei sindaci di un sistema culturale integrato per meglio affrontare in futuro possibili eventi calamitosi”.

Un ultima battuta sulla tragedia che ha colpito migliaia di persone in Emilia: “Ci uniamo al dolore delle famiglie e popolazioni colpite da sisma esprimendo la nostra solidarietà”.

GIORGIO DE MARCHIS – Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere comunale e capogruppo del Pd Giorgio De Marchis. Sul suo blog scrive: “Ieri su Rainews 24 un geologo dell’Ingv ha affermato che in Emilia da due anni e mezzo si registrava un’attività sismica a bassa intensità. A Latina, un’atttività sismica dello stesso tipo si protrae da un anno. E’ consigliabile, senza cadere nell’allarmismo, che l’amministrazione comunale mettesse in campo procedure di verifica e prevenzione degli edifici pubblici. Identiche procedure andrebbero previste per le strutture industriali. Fino ad ora ha prevalso la linea che il rischio di forti terremoti in pianura pontine è molto basso. Tuttavia, il ripetersi di eventi sismici insieme alle analogie con l’attività sismica che ha preceduto il terremoto in Emilia sono indicatori che non devono essere sottovalutati. E’ vero nessun terremoto non può essere previsto ma, in presenza di segnali, si possono mettere in campo le opportune azioni preventive”.

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