Tragedia a Cisterna, strage pianificata: Capasso aveva lasciato i soldi per i funerali

Lettere ai familiari e anche assegni per le spese dei quattro funerali sono stati trovati dai carabinieri nell'appartamento di Cisterna. Indaga anche la Procura militare per chiarire se ci fossero elementi sufficienti a prevedere quanto accaduto

Una strage pianificata quella del carabiniere Luigi Capasso, che mercoledì ha impugnato la sua arma di ordinanza e tentato di uccidere la ex moglie Antonietta Gargiulo sparandole tre colpi, poi ha ucciso le due figlie che erano in camera e infine si è tolto la vita. A dirmostrarlo sono le lettere ritrovate dai carabinieri nell’appartamento di via Collini dei Pini.

Nove ore con il fiato sospeso, poi il tragico epilogo

Lettere indirizzate ai familiari, ai fratelli e alla madre dell’appuntato, contententi assegni con le somme ripartite per tutti e i soldi per sostenere le spese dei quattro funerali. Un’azione premeditata nei dettagli dunque e consolidata nelle ore trascorse dalla fine del suo servizio alla caserma di Velletri fino alle 5,20, quando Capasso ha sparato ad Antonietta dopo averla attesa nel garage. Il carabiniere è poi salito in casa della ex moglie, ha sparato probabilmente prima alla figlia più piccola che dormiva nel letto della madre e poi alla più grande, uccidendola nella sua camera, davanti al letto, forse mentre cercava di scappare. Ha poi trascorso lunghe ore in quell’appartamento, con i cadaveri delle bambine nelle stanze, prima di decidere di togliersi la vita.

Nella giornata di ieri è emerso che l’appuntato era stato dichiarato idoneo al servizio solo qualche mese fa. L’Arma gli aveva offerto un sostegno psicologico per aiutarlo a superare la separazione, ma lui lo aveva rifiutato e i colloqui successivi con una commissione lo avevano dichiarato idoneo.

Il passato di Capasso: tre trasferimenti e una truffa alle assicurazioni

Su questa strage è ora in piedi una doppia indagine. Quella della Procura di Latina e anche un’indagine parallela della Procura militare. L’Arma dei carabinieri intanto “sta fornendo all'Autorità giudiziaria la massima collaborazione investigativa e ogni informazione in suo possesso – spiega in una nota ufficiale - e ha disposto per gli aspetti di propria competenza l'esecuzione di una rapida inchiesta, tesa ad accertare i fatti con puntualità e trasparenza". "Questa procedura ulteriore rispetto al procedimento già avviato dall'Autorità giudiziaria – precisa ancora L’Arma - porterà a una completa conoscenza della vicenda e all'adozione dei provvedimenti che si renderanno necessari. La grave tragedia familiare avvenuta a Cisterna di Latina – prosegue il comunicato - impone l'obbligo di verificare se le autorità gerarchiche e sanitarie competenti a valutare il comportamento e la condizione psicofisica dell'appuntato Luigi Capasso avessero elementi sufficienti per prevedere quanto purtroppo è accaduto, nonché se sia stato fatto tutto ciò che la legge consentiva a tutela della consorte e, per estensione, dell'intero nucleo familiare".

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