Usura ed estorsione, arrestati cinque uomini di Monte San Biagio

La polizia di Fondi ha eseguito stamattina le cinque ordinanze di custodia cautelare: 3 persone sono finite in carcere e 2 ai domiciliari nell'ambito dell'operazione "38 Special. Vittima l'ex titolare di un'agenzia di scommesse

Cinque arresti per usura ed estorsione. L’operazione, denominata "38 Special", della polizia che questa mattina ha dato esecuzione alle 5 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Latina Mara Mattioli su richiesta del sostituto procuratore Claudio De Lazzaro.

Gli arrestati sono tutti di Monte San Biagio; tre uomini sono finiti in carcere e due ai domiciliari al termine di un’indagine degli uomini del commissariato di Fondi avviate dopo la denuncia da parte della vittima, ex titolare di un centro di scommesse di Fondi, che si era rivolto agli "strozzini" nel 2011.

GLI ARRESTATI - In carcere Maiuri Franco, ritenuto a capo del gruppo, mentre gli altri soggetti nel corso delle indagini, sono risultati pienamente coinvolti come co-finanziatori  consapevoli dell’illiceità dell’intera operazione. Dietro le sbarre sono finiti anche Emiliano Maiuri di 42 anni e il 30enne Magnifico Lorenzo. Ai domiciliari invece Ladislao Bove di 56 anni e Youssef Maider di 25 anni.

Tutti infatti risultano indagati per usura, perché in concorso tra loro si facevano dare dalla vittima, interessi usurari in corrispettivo di prestiti in denaro, e per concorso in estorsione, per le continue minacce, gli appostamenti sotto l’abitazione e le pressanti richieste di restituzione di denaro.

I FATTI - Le indagini sono state avviate nel febbraio scorso quando il commerciante si è presentato presso gli uffici del commissariato di Fondi raccontando di essere vittima di usura e reiterate minacce da parte di un uomo da lui conosciuto perchè frequentava la sua attività ed al quale si era rivolto nel 2011 per far fronte alle sue difficoltà economiche.

E' stato allora che Franco Maiuri, ritenuto a capo del gruppo e in veste di finanziatore principale, con l’appoggio degli altri co-finanziatori, aveva fornito all’uomo la somma di 20mila euro. A questo primo prestito, poi onorato dalla vittima, ne sono poi seguiti molti altri fino ad arrivare ad un totale di 200mila euro - ceduti in diverse tranche di 20mila euro - e trasformando tutto in un vero e proprio “incubo economico” a causa degli esorbitanti interessi richiesti dagli usurai che avevano fatto lievitare la cifra a 360.000 euro.
“Indiscusso - spiegano gli investigatori - è il tasso usurario rilevato con interessi superiori al 50% del capitale da restituire nel termine di 10 mesi, come è risultato dalle attività intercettive sul gruppo intero”.

LE MINACCE - Durante il suo racconto alla polizia, la vittima in uno stato di profonda ed evidente prostrazione psichica, ha raccontato anche delle minacce continue ricevute a causa del mancato pagamento dei prestiti. Un vero e proprio incubo vissuto dal commerciante - che ha confidato anche agli inquirenti di ver pensato anche di togliere la vita - costretto a subire continui pedinamenti, appostamenti e ripetute telefonate da parte di Maiuri per ottenere la restituzione delle rate

Lo stesso Maiuti che più volte ha fatto “direttamente riferimento - ha spiegato oggi durante una conferenza stampa il dirigente del commissariato di Fondi Massimo Mazio - anche all’uso di un’arma detenuta in casa” paventando, senza alcuno scrupolo, anche amicizie pericolose e “dicendo che i soldi non erano i suoi e che per il recupero avrebbe interessato persone della malavita romana e napoletana”.

Minacce che nel corso del tempo hanno interessato anche i familiari della vittima, con il gruppo che in previsione di azioni violente, monitorava anche la moglie, il figlio e il nipote. Nipote che Maiuri e gli altri avevano anche in procinto di sequestrare se il caso non avesse voluto che al momento di entrare in azione i malviventi non lo hanno trovato in casa. Raggiunto poi sul posto di lavoro il giovane è stato nuovamente minacciato per convincere lo zio a saldare il debito.

“Nei vari incontri infatti - proseguono dalla polizia -, opportunamente monitorati dalla polizia giudiziaria, eloquente è l’atteggiamento gravemente intimidatorio posto in essere dal principale indagato nei confronti della vittima che  subisce oltre alle aggressioni verbali anche le minacce di morte a lui ed al suo nucleo familiare

LA FUGA E IL TRASFERIMENTO -  Una situazione giunta al limite tanto da spingere il commerciante a trasferirsi in altra abitazione sparendo dalla circolazione e non rispondendo più al telefono. Una decisione che fa scattare l’ira dell’usuraio che si è attivato freneticamente con gli altri indagati per rintracciarlo. Il precipitare della situazione, che vedeva il capo del gruppo fare continuo riferimento all’uso delle armi e l’intimidazione nei confronti del nipote, hanno così spinto la squadra di polizia giudiziaria ad eseguire una perquisizione in casa di Franco Maiuri  dove è stata scoperta una pistola giocattolo mod. P38 priva di tappo rosso e predisposta ad eventuale modifiche,  la stessa a cui il capo del gruppo faceva continuamente riferimento nel corso delle indagini.

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L’OPERAZIONE DI OGGI - Da qui, la decisione di proseguire con gli arresti eseguiti questa mattina dagli uomini del commissariato di Fondi con la collaborazione di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Campania” che hanno preso parte  alle attività. Gli arrestati, dopo le formalità di rito sono stati ristretti presso la Casa Circondariale di Latina e nel caso dei due domiciliari, presso le rispettive abitazioni.

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