Cassa integrazione, numeri in calo. Uil: “Conclusa la fin troppo lunga fase di crisi”

Ma resta “il problema della scarsità di nuovi investimenti produttivi o nuove iniziative in grado di dare un minimo di impulso al mercato del lavoro”: questo quanto emerge dal tradizionale rapporto del sindacato sull’andamento della cassa integrazione e sugli occupati

Un primo bilancio dell’anno che sta per chiudersi sulla situazione lavoro nella provincia pontina è stato redatto dalla Uil con il tradizionale rapporto sull’andamento della cassa integrazione e sugli occupati relativamente al periodo gennaio-ottobre 2016 con raffronto sullo stesso periodo del 2017.

"In effetti pur permanendo ancora in una fase caratterizzata da incertezza rispetto agli investimenti produttivi – commenta Luigi Garullo segretario Generale Uil Latina – , continua la rilevazione di una oggettiva forte diminuizione dell’utilizzo della Cig; infatti pur fra oscillazioni nel corso dell’anno, si conferma però il costante trend di discesa anche nel medio periodo.”

I numeri del 2017

“Come si evince dal rapporto, il trend dei primi 10 mesi del 2017, rispetto ai primi 10 mesi del 2016 – continua Garullo – vede la conferma della discesa strutturale della Cig, infatti nei primi 10 mesi 2017 sono state autorizzate complessivamente 710.716 ore di Cig, contro le 1.827.911 di ore autorizzate nello stesso periodo del 2016, facendo registrare un -61,1%”.

“Nello specifico – aggiunge ancora il segretario della Uil – sempre nei primi 10 mesi del 2017 aumenta soprattutto la Cig ordinaria con 471.740  ore autorizzate (+23,1%), contro le 383.242 ore dei primi 10 mesi dello scorso anno, mentre diminuiscono la Cig straordinaria (-84,6% con 162.047 ore autorizzate nei primi 10 mesi 2017 contro le 1.050.366 dei primi 10 mesi 2016) e fortemente quella in deroga ( -80,5%) con 76.929 ore autorizzate nei primi 10 mesi 2017, contro le 394.303 ore dei primi 10 mesi del 2016”. 

Le considerazioni 

 “In valori assoluti – conclude ancora Garullo – il livello di ore di casa integrazione complessivamente autorizzate, resta dunque basso rispetto alla media degli anni precedenti; certamente possiamo ritenere definitivamente conclusa la fin troppo lunga fase di crisi che aveva visto l’espulsione di migliaia di lavoratori dal mondo del lavoro. Resta però il problema della scarsità di nuovi investimenti produttivi o comunque nuove iniziative in grado di dare un minimo di impulso al mercato del lavoro, su questo andrebbero forse rese più incisive le politiche attive del lavoro proposte dalla Regione Lazio”.

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